Non
sarò né la prima né, auspico, l’ultima, a sentire il dovere di fare
delle riflessioni sul bombardamento mediatico di cui in Italia siamo
oggetto da scimunire a uso e consumo di pazzi furiosi e delinquenti
nella mente, nei fatti e nell’anima.
Con
un’accelerazione sfrenata ormai non ci ammanniscono altro: la
sofferenza di coloro che sbarcano sulle nostre coste e, argomento
preferenziale, in particolare di quelli che nel tentativo ci lasciano la
pelle. Figuriamoci poi, se sono creature ancora innocenti, allora, il
mezzo si trasforma in orgia mediatica che andrebbe fermata con ogni
mezzo. Impietosire per estorcere consensi è certamente il diktat del
momento. Ah, e poi, avrete notato che negli ultimissimi giorni hanno
fatto praticamente sparire il termine “immigrato” e “clandestino”. Sono
diventati tutti “profughi”, così il cetriolo dovrebbe entrare meglio.
Il
fine è ovvio. Anzi, i fini. Distogliere l’opinione pubblica – per
quello che ancora possa contare o pesare… -, dai problemi gravissimi,
spesso drammatici, che appestano il nostro Paese. Nostro, si fa per
dire… Così, intanto, si arriva al fondo del marcio e all’improvviso, una
mattina ci sveglieremo al suono di trombe militari annuncianti un bel
golpe – speriamo quello meno dannoso! – e saremo obbligati a tingerci
nascostamente la faccia di nero per avere almeno una bella camera
d’albergo con vitto compreso; il famoso cellulare ma no quello scrauso
come il mio da euri 59, bensì un bell’oggettino che, cuffiette annesse
ci permetterà di camminare ondeggiando al suono di musichette scaricate
magari a pagamento del solito “pantalone” di antica memoria;
abbigliamento e calzature che a mmìa, a vederli così ben acchittati mi
sorgono tanti dubbi…; da non dimenticare che la diaria frutta il doppio
perché non ci pagano le tasse e, dio non voglia, figuriamoci le utenze e
le accisacce loro, ché quelle, per gli alberghi e le case occupate o
date in gestione e ogni tipo di spazio, sospetto che le paghiamo tutte
noi. Chissà di quante cose non mi sovvengo ora, su due piedi, ma di
certo, dovessi tingermi la faccia di nero e diventare “eligible” per
tutti i benefit, di certo non me ne farei sfuggire uno. Mica scema, per i
tempi che corrono che, a ben guardare, per noi Italiani, sono “mala”.
“Forconi”, vi aspetto. Intanto tengo a portata di mano la posateria di piccolo taglio.
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