sabato 10 ottobre 2015

Viva il "commercio" organizzato



Peccato che, per contro, i nostri giovani senza futuro partano soli, tra abbracci dolorosi e lacrime da inghiottire, non sapendo quanto a lungo dovranno lavare piatti e pavimenti nel tentativo di trovare la via per mettere a frutto anni di studio, di sacrifici di famiglie intere, di esborsi, di tasse, di alzatacce, di sleccate obbligate ai talloni dei baroni universitari che ai migliori succhiano anche l’anima. Peccato che dopo tanto impegno, poiché l’Italia è niente più niente meno come fosse in guerra, e non servono i combattimenti armati per ottenere risultati devastanti, con la differenza che se non figuri come profugo che fugge o magari… scappa, non ti si incucca nisciuno, e figuriamoci i testoni europei o le United Nesssscioons, peccato, dicevo, che i nostri giovani, valigia in spalla e poche cose che sennò coi voli low cost – gli unici faticosamente abbordabili – non ti fanno passare più di 10 kg a mano (50 cm di altezza dunque, misurate anche le rotelle sennò so’ cazzi! -, e non più di 20/23 imbarcati, debbano affrontare tutto da soli: lingua - che qui in Italia ari-nisciuno ha consentito loro di apprendere in maniera decente nelle scuole pubbliche che sono un esempio, generalmente parlando, di sfascio -; timori di un futuro prossimo e lontano che non si può sapere che faccia avrà; affetti da tenere chiusi nella cassaforte di un cuore a pezzi…

Peccato che i nostri giovani non siano né salutati né tantomeno accolti da fanfare e divise e pennacchi, né, figuriamoci, da un bel tappeto srotolato davanti ai piedi degli spettatori compiaciuti che si stagliano orgogliosi come tacchini deficienti contro l’azzurro cielo di tanta allucinante macchinazione.

E peccato che poi, alla fine, anche i disagiati-profuganti-svantaggiati-fuggitivi-scappandi o quanto altro, anche loro - una volta spenti i riflettori accesi ad arte per dare lustro sempre e ancora ai tacchini deficienti - finiranno macinati tra gli ingranaggi di lavoro con remunerazioni da piantagioni del Sud America dei tempi della guerra di secessione. Certo, per tali soggetti, che già partono col colore della carnagione giusto e che in Patria vivevano magari in tende beduine o comunque, non di certo in eleganti palazzi, sarà comunque un apparente passo avanti, un’allucinazione psichedelica che li farà sentire parte del mondo entro cui sono stati artificialmente indotti a desiderare di entrare. 

Un tempo gli uomini liberi venivano catturati con le reti mentre cercavano inutile scampo fuggendo con piede veloce tra alberi e foreste, per venir imbarcati su navi della morte e, quelli che arrivavano vivi, seppur zombie, venduti al palo nel quartiere del Pelourinho a Bahia. Oggi li salutano negli aeroporti. E quelli sorridono. Un po’ come Pinocchio che cade in mano al proprietario del circo.



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