lunedì 13 aprile 2015

dal sito malditotango.com

Troppo bello!


Si crede che il secondo passo della salida basica sia quello al costado.
E invece il secondo passo è’ imparare a dire di no.
Il primo? quererse mucho; il secondo, saper dire di no.
Senza pietà.
E d’altra parte mi domando cosa sia la pietà.
Un bagaglio pesante, non solo per chi la prova ma anche per chi la suscita.
A chi serve la pietà? infondo è solo la paura di scontare un infame destino per qualche avversa congiuntura che ci risveglia sentimenti di pietà e solo perchè sappiamo che potrebbe accadere anche a noi.
Perciò la pietà viene dalla paura, ne è il contorno.
I pazzi e i bambini non hanno pietà e nemmeno i tangueros debbono averne.
Dimenticarsi di avere paura.
Essere antidemocratici è essenziale nel tango.  
Essere coscienti della propria superiorità e annoiarsi mortalmente a fingere che non sia così è un diritto che possiamo esercitare solo alla milonga.   
E se d'altra parte se ci viene chiesto, la pietà non la vuole nessuno. 
E così ti accorgi che non gliene frega niente a nessuno se ti stai passando tutta la serata seduta. 
Ed è giusto che sia così. 
E’ così che matura una tanguera. 
E impari in fretta che più ti disperi più diminuiscono le probabilità che un uomo decente ti inviti.   
Nessuno ti invita. 
Comincia a leggertisi in faccia che ti stai deprimendo. 
Che la prendi sul personale, poverina. 
Ti si intorpidiscono le gambe. 
Le facce cominciano ad esserti note, chi con chi, quelle che il vestito, quelle che il culo fasciato. 
Riprenditiiiiii. 
Non è nulla di personale. 
Non hai l'attitudine giusta. 
Stai aspettando, poverina, che ti invitino, mentre sei tu che devi scegliere. 
Devi tagliartela a fette con una lama affilata la vita.  
E quando ti lasci confondere dalla ronda, quando nemmeno tu hai capito bene in quale abbraccio vorresti perderti, succede che non succede nulla. 
Tizio ha due spalle quadrate e un collo delicato, un neo sulla nuca... però non sta sulla musica, Caio baila divino però ha il gel che luccica in testa e delle scarpe orrende.
Sta per terminare la tanda e tu ancora non hai puntato.  
Termina la tanda e sta per finire anche la cortina e tu ancora vagabondi con lo sguardo a destra e sinistra come una tonta. 
Nooooooo. Asì no va. 
Così non va mi sussurra Carlito con la sua voce bassa. 
Te la stai trangugiando con un cucchiaio da bebè la notte, querida, se te escapa todo!
Mi ricompongo. 
Pronta. Lucida. Decisa. 
Beccato. 
Mi cabecea il miglior ballerino della pista. 
Non mi muovo finché lui non arriva a metà pista. 
Solo allora appoggio il ventaglio, mi alzo e aspetto che lui venga verso il mio tavolo. 
E quando mi è vicino, esco in pista. 
Prendo posizione davanti a lui e sistemo il mio braccio sinistro sulla sua schiena, lo accomodo, cerco di sentire i muscoli della colonna, sotto la camicia e lì le mie dita lo sfiorano. 
Mi offre la sua mano sinistra. 
Ed io appoggio sulla sua, la mia mano. 
Voluta, desiderata, cercata. 
Lui preme sulla mia mano e risponde la mia gamba accarezzando con il piede il pavimento in un passo atras. 
Chiudo gli occhi. 
A volte commettono l'impudenza di invitarti senza essere stati invitati. 
Ti raggiungono al tavolo invece di cabecearti. 
Dimostrano di non aver capito che un regalo è un regalo ma una conquista è una conquista. 
Tutto sta ad imparare a dire di no. 
No, Grazie. Me importa un carajo de tu sufrimiento. 
Cada uno se quede con lo suyo. 
Es mas. 
Te estoy ayudando, che. 
Ganatela la pista. 

http://www.malditotango.com/blog/il-secondo-passo-della-salida-basica-imparare-a-dire-di-no

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