Ciò che Lei dice è interpetrabile a doppio senso. Anche perché proprio così,
"eravamo noi" e non ricordo che da qualche parte sia arrivata una salvazione
speciale. Era comunque un morire e solo chi si rimboccava le maniche davvero,
sopravviveva nell'ambito di una vita seppur di stenti. Stiamo vivendo ben altri
scenari, e il passato non è comunque esattamente paragonabile a mio avviso, agli
stravolgimenti epocali in corso. Con tutta la pena che oggi siamo costretti a
portarci dentro. Però aggiungo anche, che dal mio canto ho dolore anche per una
figlia che ben adulta, laureata, costretta come moltissimi altri a farsi
sfacciatamente sfruttare per anni e anni, SENZA TUTELE, è oggi costretta a
programmare una fuga in altro Paese, dove il marito è già andato mesi addietro -
stessa situazione di non occupato, con curriculum eccellente - Paese che in
breve gli ha permesso di organizzare la loro vita e quella di una creatura che,
finalmente, in situazione di futuro sperabile, si è decisa a manifestarsi.
Fossero stati immigrati in terra nostra, e meno sfortunati di altri, avrebbero
magari avuto di che campare qui senza neanche sprecarsi a cercare/trovare
lavoro, tanto paghiamo noi. Vivere in Italia, per ormai troppi Italiani, è
diventato insostenibile. Nonostante i salassi di cui siamo vittime, non ci torna
indietro che fumo. Per il resto, fin troppo se ne disperde pro domo di chi porta
denaro sporco in tasche malavitose. E' una situazione inaccettabile, da
qualunque punto di vista la si voglia osservare. E come ebbi a rispondere a una
cognata che mi sbeffeggiava per le attenzioni che riservavo alla mia prima
gravidanza: ciascuno vive la propria. Questa è la mia, e la difendo. Poiché
perderla sarebbe come veder implodere l'universo
intero.
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