lunedì 11 maggio 2015

Commento a un post di facebook, con foto caricaturale, irridente nei confronti di Silvio Berlusconi

Commento a un post di facebook, con foto caricaturale, irridente nei confronti di Silvio Berlusconi:

Magari, avesse fatto parte dei Wigs, di un Governo che il Popolo Inglese ha dato prova di voler mantenere in carica, scalzando le sinistre Sinistre - salvo addirittura uscire dalla malefica e distruttiva - anche per Paesi come il nostro - zona Euro, a seguito di referendum popolare che di certo, come preannunciato, verrà presto indetto.

Non ricordo, per quanto riesca ad andare indietro negli anni, con la memoria, ignominie più audaci e sfrontate, perpetrate, con tacite connivenze, a danno di un rappresentante dello Stato - e dei cittadini che lo avevano eletto -, ancora in carica.

L'ultimo Presidente del Consiglio, in verità, legittimamente assurto a tale carica, nel Governo di codesto Paese. Scalzato, dopo anni di malasemina contro, con un golpe, ovvero, colpo di Stato ben architettato da re Nap & Co. Ill.ted. E la Comunità tacque, e ancora, regolarmente e colpevolmente, tace... - e pensare che ci misura il diametro delle lenticchie!!! -.

A manciate, altri, (vogliamo parlare della SME, di Prodi, di De Benedetti? Della FIAT e delle politiche industriali da essa manipolate con il profitto reciproco, di conniventi, collusi e corrotti-corruttori? Di D'Alema e magari perfino di Togliatti e dei loro magheggi politico-economico-finanziari con la santa madre Russia?). Eh no, non fa comodo. Questi sono stati sempre ben kollokati e poiché i finanziamenti esteri erano cospicui e si poteva pagare..., sono stati ignorati dai giustizieri in carica, praticamente inamovibili essi stessi, all'occasione miracolati poiché per i miracolati ragion e prove non sono valse. Vogliamo dire, ancora, di come e perché l'Italia sia stata forzosamente e golpescamente messa giù per la china e come e perché, fin dal giorno in cui Silvio Berlusconi scese in campo furono iniziate le intercettazioni e non gli fu data tregua? Peggio dei pitbull. Peggio di cani affamati. In tanti, con l'anima ben nera e carica di malversazioni e corruttela sono stati volutamente considerati fantasmi, ai fini della legge, di quella stessa che ancora ci raccontano sia uguale per tutti e che da tempo non più mi impegno a onorarne il nome con la lettera maiuscola.

Ritengo che siamo arrivati ai confini dell'inafferabile, oltre ogniqualsivoglia Terra di Mezzo, laddove verità e menzogna non hanno più terreno su cui poggiare le basi. Sfrantumato. Il Popolo sembra piegato. Assuefatto, non più in grado di ricercare l'origine dei fatti e di tutto il manovrare intorno a essi.

Tutto è concesso, a coloro che detengono le fila di "CERTI" poteri, che non sono più nemmeno tanto occulti. Io sono ancora in grado si provare disgusto e trovare questa terribile deriva sconvolgente. Sinistra, appunto. Resisto, io, piccola eppur pervicace particella di quel Popolo cui un tempo mi onoravo di appartenere. E rimpiango il Cavaliere Silvio Berlusconi. Confido nel rispetto della libertà di espressione.

domenica 10 maggio 2015

Come fossi Mafalda...

Praticamente, come fossi Mafalda:
nasciamo - e già per molti è fatica -; veniamo cresciuti - e spesso, ve lo raccomando; arriviamo all'adolescenza e a un'eventuale titolo di studio che ai genitori costa almeno quanto un monolocale; se per caso e per piacere, molto per piacere, troviamo un collocamento retribuito - ci sentiamo felici. Imbecilli, invero, ma ancora non ce ne siamo accorti. Pensiamo che belli che siamo e come siamo efficienti e come la portiamo bella alta questa bandiera dei coglioni (ma non ce ne siamo ancora resi conto che siamo coglioni).
Nel frattempo, quasi all'improvviso, dal momento che siamo tanto felici e la felicità si paga, ci cominciano a spremere di tasse e contributi così i fantomatici "LORO" campano - e pure fin troppo bene, ma è evidente che hanno la malattia del famigerato Picone. Fantomatici, perché se mai provi a cercarli, col piffero che li individui.
All'INPS e all'Agenzia delle Entrate si grandeggia. Ci si accreditano diritti di firma che non hanno fondamento giuridico ma tanto i sudditi che minchia ne sanno... per cui esborsano fino allo spasimo. Finché magari, ogni tanto, si suicidano. Uno di meno, penseranno con rammarico gli incassatori dell'ormai mancato "dovuto". Salvo che se ci stanno gli eredi, so' cavoli acidi per loro.
Al governo e dintorni satellitari, che ve lo dico a 'ffa...Tra l'altro, mangiano e bevono nella scicchissima buvette che se a noi volgari volgarissimi del volgo ci dovessero vedere anche solo da lontano ci scatenerebbero contro i mastini napoletani o chissà, qualche pitbull. Ho perfino il dubbio che si facciano confezionare bei pacchettini al sacco, da portar via, a casa, per la cena, così moglière sarà ccuntenta ché nun le tene 'e cucina'!!
Nei Comuni non ci sono limiti all'arraffo - e ancora hanno la sfacciataggine di chiedere il voto, alle elezioni amministrative!
In sintesi, Mafalda vede il quadro sempre più chiaro:
è stato occultamente stabilito - fin dai giorni dell'eventuale primo impiego -, che noi "comuni ex cittadini in via schiavizzazione", non siamo qui per vivere. Lavorare. Stramazzare, perfino, a volte. Ma vivere no. Non c'è tempo. Spesso, ormai, neanche denaro.
E figuriamoci quando finalmente - o per disgrazia -, sempre per i "comuni ex cittadini ormai schiavizzati" arriva il fatidico giorno del pensionamento. Innanzitutto l'accredito lo vedi soltanto dopo che nel frattempo l'hanno tenuto in caldo, el dinero... che so', tipo fondi neri... fino al giorno esatto in cui scatterebbe il versamento dell'interessa di mora a favore del soggetto che attende e che se non tiene un soldo da parte può anche andare a chiedere l'alimo-sina, intanto che arriva l'accredito: senza interessi, per l'appunto, che i ragiunat di Stato son mica cretini!
Dunque, i "comuni cittadini ormai completamente schiavizzati e ridotti a bancomat", non hanno mai calpestato lo suolo italico per vivere, bensì al precipuo scopo di foraggiare 'sti magnaccia.
Conclude Mafalda: se po' ancora fa'...? Finché conteremo un emerito zero, IO NON VOTERO' PIU'.
Il voto serve soltanto all'ennesimo inciuciatore che vuole accaparrarsi i benefici di qualcun altro. Col ciufolo che gli do' il mio.

A quelle donne che la pancia...

A quelle donne che la pancia l'hanno portata in giro, con gioia o con dolore, fino a partorire e diventare madri; a quelle donne che hanno onorato la maternità perché la vita è un dono ed è sacra; a quelle donne che hanno dato di sé a piene mani anche quando le mani erano impegnate altrove; a quelle donne che guardandosi indietro non si lamentano pensando di essersi sacrificate, ma gioiscono per aver saputo trovare dentro di sé la forza dell'amore per dedicare ai figli tutto ciò a cui i figli avevano diritto poiché erano stati desiderati, chiamati ed era doveroso ringraziali per aver ascoltato la preghiera di scendere; alle madri che sanno accogliere anche in spazi ristretti da visioni personali, la vita scelta dai figli, vegliando magari, e sperando e augurando loro che potrà essere quella giusta. Alle madri per amore dunque: ebbene sì, a tutte loro: Auguri.
Di quore :=)))
Aggiungo: a quelle donne che non sono madri banali - tanto per dire -, mai. Bellissime, anche quando so' racchie:=))

giovedì 7 maggio 2015

piccola citazione - personale, come tutto il resto - su ordine e caos

L'ordine è per gli automatismi. L'universo pulsante necessità del caos, perché da lì ebbero origine tutte le cose che l'essere umano definisce Vita... Il Caos respira. L'Ordine è immobile. Eppure, nel caos si determina una forma di ordine che rende i cicli produttivi e vitali.

giovedì 23 aprile 2015

In risposta a un commento sulla comparazione situazione Italiani nel dopoguerra con immigrazione attuale in Italia.

Ciò che Lei dice è interpetrabile a doppio senso. Anche perché proprio così, "eravamo noi" e non ricordo che da qualche parte sia arrivata una salvazione speciale. Era comunque un morire e solo chi si rimboccava le maniche davvero, sopravviveva nell'ambito di una vita seppur di stenti. Stiamo vivendo ben altri scenari, e il passato non è comunque esattamente paragonabile a mio avviso, agli stravolgimenti epocali in corso. Con tutta la pena che oggi siamo costretti a portarci dentro. Però aggiungo anche, che dal mio canto ho dolore anche per una figlia che ben adulta, laureata, costretta come moltissimi altri a farsi sfacciatamente sfruttare per anni e anni, SENZA TUTELE, è oggi costretta a programmare una fuga in altro Paese, dove il marito è già andato mesi addietro - stessa situazione di non occupato, con curriculum eccellente - Paese che in breve gli ha permesso di organizzare la loro vita e quella di una creatura che, finalmente, in situazione di futuro sperabile, si è decisa a manifestarsi. Fossero stati immigrati in terra nostra, e meno sfortunati di altri, avrebbero magari avuto di che campare qui senza neanche sprecarsi a cercare/trovare lavoro, tanto paghiamo noi. Vivere in Italia, per ormai troppi Italiani, è diventato insostenibile. Nonostante i salassi di cui siamo vittime, non ci torna indietro che fumo. Per il resto, fin troppo se ne disperde pro domo di chi porta denaro sporco in tasche malavitose. E' una situazione inaccettabile, da qualunque punto di vista la si voglia osservare. E come ebbi a rispondere a una cognata che mi sbeffeggiava per le attenzioni che riservavo alla mia prima gravidanza: ciascuno vive la propria. Questa è la mia, e la difendo. Poiché perderla sarebbe come veder implodere l'universo intero.

lunedì 13 aprile 2015

dal sito malditotango.com

Troppo bello!


Si crede che il secondo passo della salida basica sia quello al costado.
E invece il secondo passo è’ imparare a dire di no.
Il primo? quererse mucho; il secondo, saper dire di no.
Senza pietà.
E d’altra parte mi domando cosa sia la pietà.
Un bagaglio pesante, non solo per chi la prova ma anche per chi la suscita.
A chi serve la pietà? infondo è solo la paura di scontare un infame destino per qualche avversa congiuntura che ci risveglia sentimenti di pietà e solo perchè sappiamo che potrebbe accadere anche a noi.
Perciò la pietà viene dalla paura, ne è il contorno.
I pazzi e i bambini non hanno pietà e nemmeno i tangueros debbono averne.
Dimenticarsi di avere paura.
Essere antidemocratici è essenziale nel tango.  
Essere coscienti della propria superiorità e annoiarsi mortalmente a fingere che non sia così è un diritto che possiamo esercitare solo alla milonga.   
E se d'altra parte se ci viene chiesto, la pietà non la vuole nessuno. 
E così ti accorgi che non gliene frega niente a nessuno se ti stai passando tutta la serata seduta. 
Ed è giusto che sia così. 
E’ così che matura una tanguera. 
E impari in fretta che più ti disperi più diminuiscono le probabilità che un uomo decente ti inviti.   
Nessuno ti invita. 
Comincia a leggertisi in faccia che ti stai deprimendo. 
Che la prendi sul personale, poverina. 
Ti si intorpidiscono le gambe. 
Le facce cominciano ad esserti note, chi con chi, quelle che il vestito, quelle che il culo fasciato. 
Riprenditiiiiii. 
Non è nulla di personale. 
Non hai l'attitudine giusta. 
Stai aspettando, poverina, che ti invitino, mentre sei tu che devi scegliere. 
Devi tagliartela a fette con una lama affilata la vita.  
E quando ti lasci confondere dalla ronda, quando nemmeno tu hai capito bene in quale abbraccio vorresti perderti, succede che non succede nulla. 
Tizio ha due spalle quadrate e un collo delicato, un neo sulla nuca... però non sta sulla musica, Caio baila divino però ha il gel che luccica in testa e delle scarpe orrende.
Sta per terminare la tanda e tu ancora non hai puntato.  
Termina la tanda e sta per finire anche la cortina e tu ancora vagabondi con lo sguardo a destra e sinistra come una tonta. 
Nooooooo. Asì no va. 
Così non va mi sussurra Carlito con la sua voce bassa. 
Te la stai trangugiando con un cucchiaio da bebè la notte, querida, se te escapa todo!
Mi ricompongo. 
Pronta. Lucida. Decisa. 
Beccato. 
Mi cabecea il miglior ballerino della pista. 
Non mi muovo finché lui non arriva a metà pista. 
Solo allora appoggio il ventaglio, mi alzo e aspetto che lui venga verso il mio tavolo. 
E quando mi è vicino, esco in pista. 
Prendo posizione davanti a lui e sistemo il mio braccio sinistro sulla sua schiena, lo accomodo, cerco di sentire i muscoli della colonna, sotto la camicia e lì le mie dita lo sfiorano. 
Mi offre la sua mano sinistra. 
Ed io appoggio sulla sua, la mia mano. 
Voluta, desiderata, cercata. 
Lui preme sulla mia mano e risponde la mia gamba accarezzando con il piede il pavimento in un passo atras. 
Chiudo gli occhi. 
A volte commettono l'impudenza di invitarti senza essere stati invitati. 
Ti raggiungono al tavolo invece di cabecearti. 
Dimostrano di non aver capito che un regalo è un regalo ma una conquista è una conquista. 
Tutto sta ad imparare a dire di no. 
No, Grazie. Me importa un carajo de tu sufrimiento. 
Cada uno se quede con lo suyo. 
Es mas. 
Te estoy ayudando, che. 
Ganatela la pista. 

http://www.malditotango.com/blog/il-secondo-passo-della-salida-basica-imparare-a-dire-di-no

Teatro. Greco. Tragico.

E i funerali di Stato per i morti suicidi, per i morti di fame, per i morti a causa della morte della voglia di vivere in un Paese come quello che l'Italia è stata fatta diventare? Il poveretto, contro il quale la stampa infilza parole subliminali, è il misero prodotto di questa ignobile situazione.

http://www.ilmessaggero.it/…/strage_…/notizie/1290180.shtml…