Fini, senza vergogna, si
taccia. In quanto alla signora Giorgia Meloni candidata sindaco di Roma... la
vedo drammatica, al di là della retorica di cui le "femministe" infarciscono i
loro proclami. Deus meus. Ho portato avanti quattro gravidanze; affrontato
quattro parti; cresciuto quattro figlie. Oggi sono alle prese con una seconda
nipote che per crescere presto e bene risucchia pure l'anima della madre, giorno
e notte. A meno che la signora Meloni non intenda delegare (in gravidanza per
motivi di stress che certamente un eventuale mandato finirebbe per causarle, e
in periodo di allattamento perché dovesse essere che la notte dorme poco e il
giorno meno) come pensa, fosse mai, di potercela fare ad affrontare il mostro
Roma Capitale, dovesse toccarle la sorte di venire eletta Sindaco di detta
città? Roma e il marciume e il degrado e la corruzione che la sommergono e
rendono invivibile e non-amministrabile; Roma che va obbligatoriamente
recuperata in modi e maniere che nemmeno uno Zeus armato di fulmine se la
potrebbe vedere tanto buona... Roma che fu Caput Mundi e che oggi è
letteralmente una cloaca... signora Meloni, essere donna in via di diventare
madre dovrebbe significare principalmente mettere in secondo piano
ogniqualsivoglia interesse altro che non sia quello del benessere psicofisico
Suo e della creatura che porta in grembo e che si fida di Lei. Signora Meloni,
non ci saranno, eventualmente, soltanto campagne elettorali sfinenti ed Ella lo
sa bene. Il peggio verrebbe dopo. Altro discorso sarebbe se Ella fosse una
"semplice impiegata", di quelle che al mattino fanno la chiamatina in ufficio
per comunicare che non si presentaranno al lavoro per via di una qualche
indisposizione. Lei comprende la differenza, ne sono certa. Le femministe
sfegatate, quelle delle quote rosa ad ogni costo, quelle che casa e famiglia
mamma mia che schifo io ho studiato e voglio contare... sì, le ore, el dinero,
le discussioni fuori le mura... Signora Meloni, io contavo, a suo tempo. Anche
el dinero. Ma ho preferito essere congruente con la scelta di formare una
famiglia. Una FAMIGLIA, presa sul serio, col dovuto senso di responsabilità...
altro che amministrare un Comune. La Famiglia, abbandonata e falsamente
beatificata a chiacchere da questo Stato infido e patrigno, resta il vero
baluardo contro la mercificazione di un Popolo. Io ci credevo e insieme a mio
marito, ho contribuito alla crescita di quattro ragazze perbene, creative,
studiose, che oggi operano onestamente all'interno del tessuto produttivo di
questa povera Italia. Pensi Lei, pagano perfino le tasse. Lei ha la libertà di
scegliere e di dare un vero esempio alle donne Italiane, quelle col cuore in
mano. Penso che dal cuore e dal rispetto degli ideali basilari della Vita, solo,
possa scaturire l'amore per una buona politica, democratica, al servizio del
benessere comune. Non del Comune.
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