Forse basterebbe un giretto su https://it.wikipedia.org/wiki/Benetton_%28azienda%29
per togliere un po’ di porporina dalle parole di Alessandro Benetton, “...
imprenditore, fondatore e presidente, dal 1992, della 21 Investimenti, gruppo
europeo di private equity, e già presidente di Benetton Group (fu presidente nel
momento della transizione da lui guidata da azienda familiare ad azienda
manageriale).”.
Troppa grazia, egregio, Le fu elargita prima che Ella,
ad appena ventisei anni iniziasse a fare il lavoro che fa. Il patrimonio
imprenditoriale di famiglia era talmente vasto che Ella, da questo punto di
vista non può essere considerato qual pietra angolare da prendere in
considerazione.
Leggo: “Da questo punto di vista credo sia un bene che
ci sia una classe dirigente al governo molto giovane, de-ideologizzata, per
certi versi incosciente che non si vergogna – tratto che trovo positivo, non
negativo – di cambiare qualche volta idea.”
Ah, secondo Lei, al governo è insediata una classe
dirigente giovane e de-ideologizzata... Ha provato, negli ultimi cinquant’anni a
farsi un giro negli ambienti scolastici perfino di primo grado, per non parlare
delle università, territorio tanto caro alla sfegatata Sinistra mangiatutto? Se
lo ha fatto e ha ancora il coraggio di parlare di de-ideologgizazione,
complimenti. In quanto ai giovani al governo... sempre secondo Lei, chi ce li ha
sistemati per benino quei giovani, in gamba o meno in gamba, preparati o meno,
onesti o meno... mica, per caso, non sia mai, i vecchi incancreniti potentastri
di vecchia data, noooo?
Lei pontifica. L’Italia necessita di ben altro. E
nemmeno tanto di questi “giovani de-ideologgizati” che, al contrario, a mio
parere, sono severamente governati a bacchetta, pena l’uscita dal “giro”...”.
Personalmente, sono ben adulta e ho convinzioni liberali e quanto vorrei
detenere il potere, quello vero, quello di Merlino e di Morgana, per un paio
d’anni. Anche la bacchetta magica vorrei, per comandare al marciume di
scomparire sotto terra e rimettere in piedi con mosse mirate, corrette,
indirizzate alla ripresa di questo Paese eroso e corroso da pochi. Ma forse i
pochi sono troppi. Comunque, troverei il modo di farli smaterializzare. L’Italia
è un Paese a ben altre vocazioni e quelle sono state ignorate e calpestate e
oggi si blatera di riportare in auge di questo e di quello. Chiacchere. Ci vuole
prima una decisa piazza pulita, nelle imprese, tra la gente imbastardita, tra
chi condiziona in infinite maniere il vivere sociale, causando profonde
modificazioni antropologiche irreversibili, al solo, vero, disgraziato fine di
ottenere un profitto.
La società di “bassa lega”, il “popolino” e, ormai, la
media borghesia, vengono palesemente sfruttati e divorati come fossero pastura
per piranha. Magari, un giorno, qualche piranha finirà col diventare più grosso
e più grasso degli altri e li divorerà per poi
scoppiare.
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