giovedì 17 marzo 2016

Commento a http://www.ilfoglio.it/politica/2016/03/16/il-patto-tra-renzi-e-imprenditori-in-5-punti___1-v-139453-rubriche_c105.htm



Forse basterebbe un giretto su https://it.wikipedia.org/wiki/Benetton_%28azienda%29 per togliere un po’ di porporina dalle parole di Alessandro Benetton, “... imprenditore, fondatore e presidente, dal 1992, della 21 Investimenti, gruppo europeo di private equity, e già presidente di Benetton Group (fu presidente nel momento della transizione da lui guidata da azienda familiare ad azienda manageriale).”.
Troppa grazia, egregio, Le fu elargita prima che Ella, ad appena ventisei anni iniziasse a fare il lavoro che fa. Il patrimonio imprenditoriale di famiglia era talmente vasto che Ella, da questo punto di vista non può essere considerato qual pietra angolare da prendere in considerazione.

Leggo: “Da questo punto di vista credo sia un bene che ci sia una classe dirigente al governo molto giovane, de-ideologizzata, per certi versi incosciente che non si vergogna – tratto che trovo positivo, non negativo – di cambiare qualche volta idea.”
Ah, secondo Lei, al governo è insediata una classe dirigente giovane e de-ideologizzata... Ha provato, negli ultimi cinquant’anni a farsi un giro negli ambienti scolastici perfino di primo grado, per non parlare delle università, territorio tanto caro alla sfegatata Sinistra mangiatutto? Se lo ha fatto e ha ancora il coraggio di parlare di de-ideologgizazione, complimenti. In quanto ai giovani al governo... sempre secondo Lei, chi ce li ha sistemati per benino quei giovani, in gamba o meno in gamba, preparati o meno, onesti o meno... mica, per caso, non sia mai, i vecchi incancreniti potentastri di vecchia data, noooo?

Lei pontifica. L’Italia necessita di ben altro. E nemmeno tanto di questi “giovani de-ideologgizati” che, al contrario, a mio parere, sono severamente governati a bacchetta, pena l’uscita dal “giro”...”. Personalmente, sono ben adulta e ho convinzioni liberali e quanto vorrei detenere il potere, quello vero, quello di Merlino e di Morgana, per un paio d’anni. Anche la bacchetta magica vorrei, per comandare al marciume di scomparire sotto terra e rimettere in piedi con mosse mirate, corrette, indirizzate alla ripresa di questo Paese eroso e corroso da pochi. Ma forse i pochi sono troppi. Comunque, troverei il modo di farli smaterializzare. L’Italia è un Paese a ben altre vocazioni e quelle sono state ignorate e calpestate e oggi si blatera di riportare in auge di questo e di quello. Chiacchere. Ci vuole prima una decisa piazza pulita, nelle imprese, tra la gente imbastardita, tra chi condiziona in infinite maniere il vivere sociale, causando profonde modificazioni antropologiche irreversibili, al solo, vero, disgraziato fine di ottenere un profitto.

La società di “bassa lega”, il “popolino” e, ormai, la media borghesia, vengono palesemente sfruttati e divorati come fossero pastura per piranha. Magari, un giorno, qualche piranha finirà col diventare più grosso e più grasso degli altri e li divorerà per poi scoppiare.

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