http://www.lintraprendente.it/2014/11/non-scricchiola-il-nazareno-ma-berlusconi/
Non scricchiola il Nazareno, ma Berlusconi
Renzi gli ha fatto il trappolone, che sia
un bluff o meno mostra chi comanda. Forza Italia è a pezzi, Verdini nei
guai e Salvini in un'altra partita. Fitto intanto cresce. Il re di
Arcore è nell'angolo
Denis Verdini è in difficoltà, per lui si prevede una bomba giudiziaria importante. Il Silvio, pronto a mollarlo, perde comunque un uomo fondamentale. Marcello Dell’Utri
non è più un uomo libero, ha smesso di poter incidere positivamente
nelle faccende forziste e imprenditoriali ma non smette di contare,
pesare, sapere, avere esigenze. Angolo.
Il partito ormai sa di ridicolo. C’è chi galleggia, in realtà peggiorando le cose, come Mariastella Gelmini,
intenti nel non rompere con niente e con nessuno. Giovanni Toti s’è
confermato una sorta di addetto stampa scelto con attenzione, inutile
però nel tirar fuori qualsivoglia cosa dalle secche. Il resto, falchi
spiumati, da Daniela Santanché all’avvocato Ghedini, stanno lì, a contrastare lady Pascale e imbarazzante codazzo. Renato Brunetta non perde occasione per sbandierare la brama statalista.
E l’elettore guarda e va. Il tutto si traduce in immobilismo partitico,
ammesso di partitico ci sia ancora qualcosa. I soldi scarseggiano
(Marina non ha intenzione di riprendere a versare a valanga) e Raffaele Fitto
fa il suo per costruirsi un’ascesa. Che poi scalare qualcosa di morto
sia miope è un altro discorso. La guerra in casa è dilaniante, il futuro
sanno tutti non esserci e non si vedono via di uscite, specie perché il
leader supremo rifiuta di far opposizione, cercando di salvare le
imprese di famiglia. Angolo.
Matteo Salvini lascia
intendere che vuol scippare l’unico elettorato per lui arrivabile:
quello iracondo e mezzo acefalo del Beppe nazionale. Le alleanze vecchio
stile sono sempre possibili, in fondo son state garantite in sede
notarile con una cascata di denaro berlusconiano, ma i vecchi idilli
sono esclusi. Angolo.
Francesca Pascale.
Angolo. Il Nazareno è quasi un dettaglio, a scricchiolare è Berlusconi,
ormai finito eppure ancora tristemente, irrimediabilmente lì.
Non so quanto Renzi possa cantar vittoria, perché le promesse le ha fatte tante e la prossima testa a cadere sarà la sua. La gente mi sembra incazzata abbastanza.
Purtroppo la scelta di Renzi di ricusare il patto del Nazareno cercando alleanze a sinistra e con il M5S è strategicamente perdente. Da ieri Renzi è “un morto che cammina” perché chi esce vincente da una situazione del genere è solo la sinistra del PD e – soprattutto – Beppe Grillo. La sinistra del PD, sebbene minoritaria all’interno del partito, ora ha libertà di condizionamento sulle mini-riforme, sull’aumento della spesa pubblica, sulla conservazione delle municipalizzate e delle loro poltrone, ecc.
In una situazione del genere burocrati e grillini vanno a nozze.
Renzi poteva contare qualcosa fintantoché godeva del tacito appoggio di Berlusconi da contrapporre alla sinistra del partito, ai sindacati, ed agli altri soggetti. Ora non conta più niente: sparerà le ultime cartucce verbali e poi sarà messo da parte. La legge di stabilità sarà stravolta in parlamento per preservare la spesa pubblica, gli enti inutili, le municipalizzate, le fondazioni bancarie, ecc. Arriverà una nuova ondata di tasse.
Arriverà presto anche la mazzata della Commissione Europea. L’Italia che non si riforma e non riduce la spesa pubblica non può pretendere comprensione per il rinvio del pareggio di bilancio al 2017 che, invece, l’Italia si era impegnata a raggiungere nel 2015.
… e giù altre tasse particolarmente odiose come la super tassa di successione auspicata oggi da Fassina e dalla Camusso che permetterebbe allo Stato di acquisire interi patrimoni al momento della morte del proprietario.
I tentennamenti del 2011 sono stati il primo scivolone lungo questa china polverizzatrice dell’Italia che era e che poteva, doveva, essere. La Sinistra revanscista vince forse questa battaglia, ma la vera guerra la perde l’Italia tutta. Carissimo Presidente Silvio Berlusconi, Cavaliere semper, per noi Lei resta l’ultimo, unico eletto democraticamente dal Popolo. Il resto, anche molti intorno a Lei, purtroppo, sono, come dicono a Roma, “‘monnezza”.