sabato 8 novembre 2014


http://www.lintraprendente.it/2014/11/non-scricchiola-il-nazareno-ma-berlusconi/

Non scricchiola il Nazareno, ma Berlusconi

Renzi gli ha fatto il trappolone, che sia un bluff o meno mostra chi comanda. Forza Italia è a pezzi, Verdini nei guai e Salvini in un'altra partita. Fitto intanto cresce. Il re di Arcore è nell'angolo
Silvio BerlusconiSpalle al muro. Silvio Berlusconi ha di fronte poche possibilità, nessuna delle quali politicamente valida, perlomeno per lui. Gli hanno sfilato il titolo di Cavaliere, la decadenza è stato l’ultimo colpo incassato, quello definitivo. Il Nazareno è pronto a sbriciolarsi, Matteo Renzi è un killer, vuol finire la parte di Pd che ha affossato, non lascerà il re di Arcore sopravviva alla prigionia. Il segretario democratico sta preparando il terreno, non sparerà ora ma s’è portato avanti e il colpo l’ha messo in canna. La recita del matrimonio prima con il gruppo misto, una maggioranza alternativa perlomeno improbabile, poi con Beppe Grillo mette Forza Italia alle strette. Un bluff, salvo sorprese, ché più inaffidabile del Movimento 5 Stelle probabilmente è difficile pescarne, l’inno della settimana è «le riforme comunque vanno fatte. Se gli azzurri non ci stanno ci attrezziamo diversamente». Angolo.
Denis Verdini è in difficoltà, per lui si prevede una bomba giudiziaria importante. Il Silvio, pronto a mollarlo, perde comunque un uomo fondamentale. Marcello Dell’Utri non è più un uomo libero, ha smesso di poter incidere positivamente nelle faccende forziste e imprenditoriali ma non smette di contare, pesare, sapere, avere esigenze. Angolo.
Il partito ormai sa di ridicolo. C’è chi galleggia, in realtà peggiorando le cose, come Mariastella Gelmini, intenti nel non rompere con niente e con nessuno. Giovanni Toti s’è confermato una sorta di addetto stampa scelto con attenzione, inutile però nel tirar fuori qualsivoglia cosa dalle secche. Il resto, falchi spiumati, da Daniela Santanché all’avvocato Ghedini, stanno lì, a contrastare lady Pascale e imbarazzante codazzo. Renato Brunetta non perde occasione per sbandierare la brama statalista. E l’elettore guarda e va. Il tutto si traduce in immobilismo partitico, ammesso di partitico ci sia ancora qualcosa. I soldi scarseggiano (Marina non ha intenzione di riprendere a versare a valanga) e Raffaele Fitto fa il suo per costruirsi un’ascesa. Che poi scalare qualcosa di morto sia miope è un altro discorso. La guerra in casa è dilaniante, il futuro sanno tutti non esserci e non si vedono via di uscite, specie perché il leader supremo rifiuta di far opposizione, cercando di salvare le imprese di famiglia. Angolo.
Matteo Salvini lascia intendere che vuol scippare l’unico elettorato per lui arrivabile: quello iracondo e mezzo acefalo del Beppe nazionale. Le alleanze vecchio stile sono sempre possibili, in fondo son state garantite in sede notarile con una cascata di denaro berlusconiano, ma i vecchi idilli sono esclusi. Angolo.
Francesca Pascale. Angolo. Il Nazareno è quasi un dettaglio, a scricchiolare è Berlusconi, ormai finito eppure ancora tristemente, irrimediabilmente lì.

6 commenti a Non scricchiola il Nazareno, ma Berlusconi

  1. ultima spiaggia Rispondi
    7 novembre 2014 at 17:18
    Analisi spietata, ma realistica. Ho visto persone rincretinire, mai nessuna rinsavire. Quindi aspettiamoci il peggio.
    Non so quanto Renzi possa cantar vittoria, perché le promesse le ha fatte tante e la prossima testa a cadere sarà la sua. La gente mi sembra incazzata abbastanza.
  2. francesco Rispondi
    7 novembre 2014 at 18:22
    Ad avere il coraggio e la buona sintesi di far proprie queste verità sarebbe un gran bene per tutti i simpatizzanti che tanto affetto e partecipazione han dato in venti anni ritardando l’arrivo di un comunismo statalizzante strisciante che adesso non fa prigionieri. Il Cavaliere non ce l’ha fatta per una smodata quantità di ragioni ma abbandonare il blocco di centro destra e non difendere i produttori di ricchezza è un destino di povertà per tutti peggiore che quello di avere questi statalisti al potere. Proviamo a pensare leader ed uomini…è tempo.
  3. mirko Rispondi
    7 novembre 2014 at 18:24
    Finalmente un articolo chiaro e dispensatore di verità che solo i ciechi non vedono. La verità non è mai spietata è verità.
  4. Bonny Rispondi
    7 novembre 2014 at 20:11
    assolutamente daccordo con Francesco
  5. Francesco_P Rispondi
    8 novembre 2014 at 00:56
    A me sembra che Berlusconi abbia deciso per l’eutanasia di Forza Italia stufo dei compagni di viaggio che sono solo dei profittatori. Se li è scelti lui ed è questo il principale errore che gli contesto.
    Purtroppo la scelta di Renzi di ricusare il patto del Nazareno cercando alleanze a sinistra e con il M5S è strategicamente perdente. Da ieri Renzi è “un morto che cammina” perché chi esce vincente da una situazione del genere è solo la sinistra del PD e – soprattutto – Beppe Grillo. La sinistra del PD, sebbene minoritaria all’interno del partito, ora ha libertà di condizionamento sulle mini-riforme, sull’aumento della spesa pubblica, sulla conservazione delle municipalizzate e delle loro poltrone, ecc.
    In una situazione del genere burocrati e grillini vanno a nozze.
    Renzi poteva contare qualcosa fintantoché godeva del tacito appoggio di Berlusconi da contrapporre alla sinistra del partito, ai sindacati, ed agli altri soggetti. Ora non conta più niente: sparerà le ultime cartucce verbali e poi sarà messo da parte. La legge di stabilità sarà stravolta in parlamento per preservare la spesa pubblica, gli enti inutili, le municipalizzate, le fondazioni bancarie, ecc. Arriverà una nuova ondata di tasse.
    Arriverà presto anche la mazzata della Commissione Europea. L’Italia che non si riforma e non riduce la spesa pubblica non può pretendere comprensione per il rinvio del pareggio di bilancio al 2017 che, invece, l’Italia si era impegnata a raggiungere nel 2015.
    … e giù altre tasse particolarmente odiose come la super tassa di successione auspicata oggi da Fassina e dalla Camusso che permetterebbe allo Stato di acquisire interi patrimoni al momento della morte del proprietario.
  6. laura onofri Rispondi
    8 novembre 2014 at 11:19
    Una pagina, commenti compresi, di contenuti lucidi e drammaticamente veritieri.
    I tentennamenti del 2011 sono stati il primo scivolone lungo questa china polverizzatrice dell’Italia che era e che poteva, doveva, essere. La Sinistra revanscista vince forse questa battaglia, ma la vera guerra la perde l’Italia tutta. Carissimo Presidente Silvio Berlusconi, Cavaliere semper, per noi Lei resta l’ultimo, unico eletto democraticamente dal Popolo. Il resto, anche molti intorno a Lei, purtroppo, sono, come dicono a Roma, “‘monnezza”.


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