lunedì 3 novembre 2014

Lettera a un'altra figlia amata, come ciascuna di loro - 3 marzo 2010

E già il golpe si fiutava nell'aria... A proposito di Elsa Morante, scrittrice di partito, attivista comunista - come tutti gli intellettuali dell'epoca e non solo, sedicenti o meno, che all'interno del partito trovavano e trovano, la spinta, se doverosamente allineati sempre e comunque -, quello che lei scrive (a fondo di questa mia), è accollabile a più figure del mondo della politica e di quello della cosiddetta informazione che oggi sbraita sfacciatamente in nome della sacralità della stessa e di un onesto confronto col pubblico. Di pubblico, nelle trasmissioni che indirizzano e conducono, non c'è assolutamente alcunché poiché né tu né io, ad esempio, siamo ammesse a parlare, nella tribuna apparecchiata per martellare sempre e solo contro la parte di governo che oggi presiede la maggioranza, nella finzione di un confronto che i presentatori dirigono come fossero direttori di un'orchestra monostrumentale. Le teste di legno che siedono in platea sono pupazzi, appunto. E i conduttori la fanno da padroni, servi di padroni essi stessi. Non mi ritengo etichettabile quale parte di un "pubblico volgare", e in quanto al resto, chi ha la faccia da culo di moraleggiare, dal pulpito di una Sinistra venduta e ancora oggi pervicacemente ispirata e sovvenzionata da santa madre Russia, una Sinistra sfruttatrice più di altri di un popolo che il partito aveva l'unico grande, vero interesse a mantenere sottoposto e indigente quel tanto che giustificasse la sua presenza "garantista di un futuro migliore" (sic!). Io vedo, nel caos delle liste a cui assistiamo in questi giorni, l'ennesimo tentativo nemmeno tanto occulto, di effettuare quello che in gergo si definisce 'golpe'. Guarda caso la Polverini, che non mi è mai piaciuta, sinistrorsa come è sempre stata, fu candidata di quel voltagabbana di Fini. E malissimo ha fatto il PDL a scendere a patti con quel fallito che aveva da tempo palesato l'intenzione di farsi strada, pur di salire, all'interno della corrente contraria. Usare non solo quella parte di cervello che capta l'ovvio. E' quello che muove il mondo da sotto, che è importante, come l'usciere nella pubblica amministrazione. E sotto c'è ancora e sempre il sogno di una Sinistra che con i dollari versati al partito da mamma Russia - non rubli, bada bene - si è sempre ingrassata, a livello di partito. E ancora si ingrassa. E mr Napolitano si nasconde dietro la maschera del signore super partes. Ma mi faccia il piacere. Fortuna che a fargli da contrappeso c'è quella faccia da Bafomet di Bersani che nei manifesti, truccate le sopracciglia ad arte e tagliata via la pelata, appare meno demoniaco. Rimango di Centrodestra, perché intimamente penso che sia una via di progresso e di salvaguardia, indipendentemente dalla fallacità umana. La Sinistra, invece, oltre al fattore umano, ha anche quello ideologico, distorto e manipolato ad arte, che non porta ad altro che all'odio e alla contrapposizione.



Circola da qualche settimana in rete questo scritto di Elsa Morante. Lo riproduco per chi se lo fosse perso:

"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."

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