giovedì 21 agosto 2014

Fuoco di fila tra la sottoscritta e una carissima amica, alla copia di lettera aperta ai quotidiani





Cara amica,

Io sono una di quelle che tu definisci “le sinistre donne della sinistra intellettualoide italiana (con la i minuscola, che per loro non spreco la maiuscola...).”
Le quali poi “ Vanno smascherate, quotidianamente e senza remissione! Sono abiette.”

Francamente non so perchè dovrei essere smascherata, visto che non mi sono mai mascherata, e anzi, con orgoglio, ti informo che a lungo negli anni d’oro del “risveglio delle donne”, meglio definito come femminismo, ho dato il mio contributo perchè le donne tutte ottenessero riconoscimenti e diritti da sempre loro negati.
Molte di quelle lotte si sono poi concretizzate in: divorzio, aborto, procreazione assistita, consultori, equiparazione dei salari. Tanto per fare qualche importante esempio. Diritti acqusiti che i governi di destra, compiacendo il Vaticano, tengono sempre sotto minaccia. Come è il caso dell’aborto, della procreazione assistita che ora, ridimensionata da una legge approvata dai governi di questa destra, costringe le donne (discriminando quelle non abbienti) ad andare all’estero per ottenere ciò che fino a qualche anno prima era loro garantito in Italia. Persino i consultori sono quasi del tutto scomparsi.
Comunque, mi rende felice la consapevolezza che in questi ultimi 30 anni molte donne hanno potuto usufruire di leggi che le lotte di quelle “abbiette donne” che tanto detesti, insieme alla sinistra progressista, sono riuscite ad ottenere.

Domenica scorsa non ho certo mancato l’appuntamento di Piazza del Popolo. E’ stata una manifestazione fantastica. La moltitudine di donne di età, ceti sociali e credi politici diversi che reclamava rispetto per la propria dignità mi ha fatto sperare in un nuovo scatto di orgoglio femminile. Perchè considero che, con la cultura di questi ultimi 15 anni che propone alle giovani generazioni di raggiungere carriere e facili guadagni sacrificando bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con ruoli pubblici, si sia superata da troppo tempo la soglia della decenza.


segue corrispondenza tra amiche

Clara carissima, ho sempre saputo che fossi una donna di sinistra, insieme a tante altre di quelle che gloriosamente, costituendo eccezione, confermano la regola (??? che vorrò dire???)
Al contrario di una mia amica, amica fin dall’adolescenza, sorella del mio primo ragazzo, la quale pochi anni fa per aver io espresso il mio pensiero mi sbraitò con trattenuta ferocia: - lo sapevooo! lo sapevo che eri di destra e finiamola qui sennò si rompe un'amicizia!!! - argh!, io stimo la persona-individuo e ne rispetto il percorso.
Abietta trovo non la lotta che nasce spontanea, ma quella sospinta, quella che si erge sotto gli indottrinamenti che vengono insufflati fin dalla nascita - e tanti, tantissimi sono i soggetti che hanno bevuto un latte rosso. Preferisco il rosso e l'azzurro che sappiano trovare del buono nel piatto offerto scambievolmente l'uno all'altro.
Qua si vogliono artatamente spingere a mischiare giustissime lotte, rivendicazioni, battaglie con il sovvertimento di principi costituzionali che si tenta sfacciatamente di aggirare e sei troppo intelligente e matura per non sapere quello che intendo.
Si vuole dare la spallata a un governo democratico eletto secondo le leggi vigenti. La maggioranza seria regge, sono i fantocci che se ne sono andati, e meglio così, infrangendo le regole. Guarda caso, il Premier non li ha sbattuti fuori a calcioni come d'istinto lo avrei visto tanto bene io metterli alla porta. Avrebbe costituito un'offesa al volere espresso dal Popolo. Ma chi cerca il potere se ne fotte del Popolo e va sproloquiando di benessere del Paese etc etc, che non si possono più nemmeno sentire, dall'alto della ricca sedia su cui poggiano il deretano. Come tutti, d'altronde.
Stanno tentando atti di sfrenata visualizzazione creativa, con quel dimettiti dimettiti. Ma di ché. La finissero e ricoprissero i ruoli che il voto espresso ha loro consentito e mollassero quanto è stato negato. Da che mi ricordi, negli anni, la sinistra ha fatto più ostruzionismo che opposizione e certe battaglie di cui parli sono state comunque portate avanti da Radicali e da un Craxi che è poi stato ostracizzato da un Di Pietro che mirava allo strapotere attraverso le connivenze con quella parte di magistratura, detta democratica, che da allora esercita un pugno di ferro stra-rosso.
Trovo vergognosa anzi, sconvolgente, la sfacciataggine e il menefreghismo totale verso un comune, elementare senso della libertà democratica dell'individuo. La Legge è Uguale per Tutti? Come fanno a portare avanti questa bandiera se poi sottopongono a ogni sorta di gogna un cittadino cui sono state costruiti addosso vestitini che loro chiamano prove? Ma non siamo tutti innocenti fino all'ultimo grado di giudizio?
E ti dirò, alla fabbricazione di quel tipo di "prove", non sono mai stati, a livello mondiale, estranei, ogni sorta di servizio segreto deviato. In quel modo, son tutti buoni a sbattere sul campo agenti pagati per interpretare certi ruoli. E la sinistra a cui il potere è sfuggito di mano, da tanti anni le sta tentando tutte, le strade per riprenderselo, e chi potrebbe negare a priori che non ci troviamo in tal pasticcio?
Comunque, seppure trovo che Silvio Berlusconi sia una persona che impegna se stesso oltre ogni limite mentre potrebbe essere a pancia all'aria su una spiaggia dorata, circondato senza rotture dalle più disponibili e fighe ragazze del mondo, non è a sua difesa che parlo. Trovo inaccettabile quello che si sta armando contro la LIBERTA' e la DEMOCRAZIA e la COSTITUZIONE. Contro di ME, in fin dei conti e in linea di principio!
Un Presidente della Repubblica che invece di mettere in guardia quei forsennati dai pericoli del disastro che vorrebbero causare, minaccia il Premier se non tace e se non evita le contromanifestazioni. Non ho parole, e questo mi dà la misura di quello che vedo crescermi intorno, torbidamente, a tela di ragno.
Il Popolo di cui, ciascuno di noi, con l'ausilio del proprio intelletto e sensibilità fa parte, e a cui purtroppo, a mio parere, si assommano le marionette, rischia di fare la fine dei regimi di non troppo vecchia memoria. Il Premier ha il dovere-diritto di proseguire la legislatura; il diritto di non essere spiato nel corso della sua vita privata; di essere eventualmente, per crimini orrendi, direi, essere portato davanti al Tribunale dei Ministri, di non essere dato in pasto ai media prima che ne vengano assicurate le prerogative di suo diritto, come quella della non-diffusione di eventuali intercettazioni, esperite tra l'altro, e giustificate, eventualmente, soltanto nei casi di grave leso diritto democratico. Il Premier rappresenta un Paese, ed è supremo dovere di ogni qualsivoglia Istituzione democratica, tutelarne l'immagine di fronte al mondo intero, rimandando ogni forma di attacco all'immagine, alla fine del mandato stesso, quando Egli torna a essere un "comune" cittadino.
Il Premier non scappa. Hanno posto soltanto agli arresti domiciliari fior di mafiosi i cui crimini non si contano e bancarottieri che hanno messo in mutande innumerevoli famiglie, presunti assassini sfuggiti alla giustizia per mancanza dello stesso accanimento da parte delle autorità inquirenti; feroci assassini sfuggiti alla nostra giustizia si sono assicurati l'impunità estera grazie all'ideologia che lega certe correnti con certi Paesi; si ignorano i barboni morenti all'agghiaccio, quelli che vagano sotto i ponti, le mentecatte scalze, mezze nude e evidentemente imbottite di droga, spinte a fare accattonaggio in ogni angolo-semaforo delle città; i bambini Rom, che fin dalla nascita vengono indegnamente sfruttati, e così le donne, ma le associazioni "umanitarie", il Papa, le soccorritrici dell'umana dignità si accorgono delle aberrazioni solo quando fa comodo un po' di pubblicità e subito, voilà, sorgono le fondazioni, le onlus, si trova una parte in teatro, un ruolo al cinema, un posto di conduttrice da spalla in una trasmissione, pur senza avere altro titolo che quello di essere già stata favorita a entrare a far parte del "pubblico", e non certo per intelligenza, che poca ne mostra: sfruttamento ignobile a scopo di lucro e faccia di tolla per portare avanti bandiere false e ipocrite.
C'è un cartellone pubblicitario, (- tra le centinaia di porcate immesse nelle miriadi di circuiti mediatici, ogni giorno, da che io ricordi, da ogni parte, di ogni colore -) all'incrocio tra l'Infernetto e la C. Colombo, direzione Roma. E lì da tempo. L'ho segnalato. Nessuno lo toglie. C'è scritto Rouge et Noir e mostra un deretano degno della miglior mignottella minorenne in lasciva offerta: una grossa zip aperta fino all'altezza di uno sfintere che suggerisce vìolami vìolami...
Questo per dirne appena qualcuna. Scusa Clara, dove sono rimaste insediate le donne indignate, ma perché, sempre per dirne una, non l'hanno tirato giù coi denti e non sono andate fino al fotografo e fino alla povera mignottella ... sfruttata!!!... la quale, come tutte quelle che si sono da sempre prestate a ogni forma di ben consapevole prostituzione, di bassa lega, di alto rango, di interesse carrieristico, opportunità di arrampicamento sociale, artistico, giornalistico, televisivo a sculettare a ogni istante e in ogni trasmissione! E come mai non si sono letteralmente divorate, le grandi battagliere donne difenditrici della sempre "dignità della donna" quella "………a", permettimi l'eufemismo, della moglie di Totti che non so nemmeno come si chiama, che fino all'istante prima di partorire la creatura (col rischio di spararla sul palcoscenico acché gli si schiantasse il cranio che magari in fondo in fondo nemmeno lo voleva ma è servita, la pancia a consacrare di lei l'immagine della donna... trasgressiva, ohhh come di sinistra, sciolta: come i cani, dico io -) ha calcato la scena stretta e fasciata e zompettante peggio di una Ruby qualunque, incurante anche e vieppiù del rischio di un parto prematuro, in virtù onore e gloria di se stessa e della propria sete di piacere di esaltare, di istigare gli istinti altrui, maschi et fimmini sì, così li chiamo, qui, a definire l'identità affibbiata loro da quella pupazza straricca e blasfema e calpestatrice di ben altri sacri valori e diritti!!!
Io ritengo di essere una donna che ha cercato di dare un peso ai valori che ha sempre ritenuto giusti. Giusti per una società intera, non per un colore. Ho votato per il divorzio, per l'aborto, perché venisse lasciata l'opportunità di una giusta procreazione assistita, voterò per la libertà democratica di liberissima associazione spontanea di persone di qualunque sesso, del loro diritto a crescere figli e di essere giuridicamente riconosciuti come coppia. Voterò con libertà di intendimento, a destra, a sinistra, come ho già fatto in passato quando ho ritenuto sostenere giuste battaglie e cambiando opinione a seconda dell'impegno e dei risultati riportati dai votati.
Non voterò mai per un'ideologia.
Ho votato questo Governo, con una legge elettorale che ritengo scevra dell'ipocrisia insita nella precedente, che ci si vuol far passare per giusta. Ma quando mai! I personaggi sono comunque e soltanto espressi dalla volontà del Partito! Altro che liberamente eletti! Voglio sapere le intenzioni del Partito e se do il voto, suppongo di potermi fidare di chi lo costituisce. Non intendo essere presa per i fondelli dalle pretestuosità della sinistra.
Non si contano - e ne conosco svariati - i comunisti ricchi e che conducono una vita da nababbi. Non mi sembra onesto, né nei confronti dei tanto sbandierati diseredati, né, tantomeno, nei confronti di se stessi. Alla resa dei conti dovranno darsi del mistificatore.
E' comodo fare battaglie comuniste quando la sera alle spalle ci si chiude una porta che a volte sembra addirittura foderata, invece che con il velluto, col prosciutto. San Daniele, ovvio.
Interessante scambiare opinioni, parlare di ideali, di azioni. Parlarne nel rispetto della persona che si fa rispettare perché crede onestamente in ciò che la anima. Non ammetto che si usino i bambini e gli adolescenti per fare propaganda. Ne ho visti in piazza, ne vedo davanti alle sedi dei partiti di sinistra, a scalmanarsi, indotti a fare i portavoce di adulti. Questo, anche, è indegno.
Per chiudere, se uno solo di quei guardoni non ha uno scheletro nell'armadio e se Ruby non ha superato la minore età da almeno 7 anni, io mi incorono Regina d'Inghilterra!!!
te vojo ben. laura
nota: ci conosciamo da una vita: non mi ha risposto.

fuoco di fila dopo copia lettera aperta

Cara Laura,

Negli anni 70 il partito radicale si impegnò moltissimo in molte battaglie per l’approvazione di leggi per i diritti civili, anzi ne fu promotore. Tali leggi, quali appunto quelle su divorzio e aborto, non sarebbero mai state approvate senza l’appoggio del PCI. Il movimento femminista fece la sua parte.
Craxi non c’entra nulla né con quelle lotte né con quelle leggi.

Come potrai immaginare non condivido una sola parola di quanto mi hai scritto.

Posso dirti che personalmente non amo i guru. E ancor meno i seduttori che manipolano come vogliono chi cade vittima della loro fascinazione.
Non amo l’atteggiamento fideistico in genere, come quello che caratterizza gli adepti di Berlusconi., come se perseguissero non un’idea, un’ideale, un progetto, ma una sola persona. Come gli adepti di una setta.
Il capo carismatico è da seguire ciecamente ovunque e comunque.
E’ questa la libertà di cui parli?

Della vita privata di Berlusconi me ne frego altamente, e ancor meno mi interessano i suoi comportamenti, fino a quando non diventano reati ovviamente. Ed è a questo punto che ritengo non si possa più invocare il diritto alla privacy. Fare sesso con una minorenne in Italia è ancora reato, anche se in privato.
E in presenza di reati (anche se solo sospetti) entra in ballo la Magistratura. E’ suo dovere, altrimenti che ci sta a fare? E´ cosí per tutti. Anche per il capo, o no?
Ma il potente cambia le leggi a suo favore, minacciando di stravolgere la Costituzione, infischiandosene degli altri. In nome della libertà, naturalmente. La sua.

Non sono affascinata da Berlusconi, tutt’altro. Non amo la concezione che ha della vita, dove tutto è acquistabile, tutto è corruttibile. E lui corrompe. Anche gli animi.
Non sono sedotta dal suo falso sorriso maniacale con cui cerca di rassicurare che tutto va bene, solo perché a lui è sempre andata bene.

Non tollero la concezione che ha delle donne e degli omosessuali. E mal sopporto che, a scopi elettorali, lanci perenni anatemi contro improbabili comunisti (dove sono?) mentre corre ad abbracciare Putin, lui sí un vero comunista del KGB, con cui tratta affari personali.
Inoltre lo considero un governante incapace (sai dirmi una cosa decente che ha fatto per l’Italia in 15 anni di governo? Vorrei me ne elencassi qualcuna), un grande mentitore, irrispettoso delle Istituzioni, sfruttatore della buona fede di chi, caduto nella sua rete seduttiva, lo adora incondizionatamente.

Infine, per usare un tuo termine, lui sí, è una persona abietta.

In breve, l’universo del tuo capo mi produce una profonda tristezza e altrettanto disgusto.
E su questa base, temo sarà difficile, se non impossibile, trovare tra noi un punto d’incontro.

Ancora un abbraccio. Clara.

P.S. Scusami se non commento altri discorsi che fai sulle donne. La moglie di Totti? La ragazza della pubblicità? Non ho ben capito cosa vuoi dire. Se hai dato uno sguardo al video che ti ho segnalato, ti sarai resa conto della dura denuncia che la Zanardo (ex femminista) fa dello sfruttamento in pubblicità del corpo delle donne.
Ma mi permetto una domanda: perché le donne ti provocano tanto risentimento?

17.02
Buongiorno Clarita,

ah, a proposito di partito radicale, ricordo con stupore come potessero essere andati tanto al di sopra delle righe da trasportare su un carro dorato la... non so il nome anagrafico ma, in arte Cicciolina. Quello non fece sufficiente scandalo, ovviamente; lo ritenni insultante e non condivisi poiché la suddetta con il corpo spalancato allo sguardo altrui, si era già creata una bella posizione economica, e tanto le doveva bastare. Ma i radicali pensarono fosse chic fare un gesto di tale valenza trasgressiva. Comunque, già allora la libertà di "espressione" psicofisica del leader Pannella, era grande.

Fu un assalto al presunto rigore del Parlamento che venne accettato poiché era comunque, perfettamente legittimato dal voto, come vuole la Costituzione. Oggi gli articoli della suddetta vengono rimuginati come fossero versetti della Torah. Fu anche un assalto alla tanto sbandierata dignità della donna, almeno dal mio punto di vista. Dignità e libertà al femminile per me non si coniugano a quel modo, così come omosessualità non si coniuga alla maniera del gay-pride day. Per me, già allora, non era così che si sarebbero dovute fare le battaglie per i diritti delle donne e civili in generale.

Salterò di palo in frasca. Bettino Craxi col piglio e l'intelligenza politica che lo caratterizzavano, contribuì fortemente all'approvazione della legge sul divorzio. Fu capro espiatorio di una classe politica iper-corrotta che la magistratura finse di voler attaccare. Finanziata dall'estero ai soliti fini, da un lato; rintorcinata sui propri interessi di comunelle, di raccolta voti con ogni mezzo e sistema dall'altro. Ma la magistratura aveva ben altri intenti e camuffò gli stessi sotto la denominazione "democratica", ovviando di mettere la "K" al posto della "C". Non si accettò la separazione delle carriere poiché questo avrebbe intralciato l'auspicato cammino di certi personaggi che miravano a prendere in mano le redini a suon di sceneggiate e a colpi di ingiunzioni. Misero l'Italia produttiva in ginocchio, non per fini democratici ma di potere che intendevano perseguire. Il sistema non è mai cambiato. Sono cambiati alcuni degli aspiranti pupari, mentre le mezze tacche della parrocchietta rimangono avvinghiati, come i pidocchi che se non li stacchi da lendini, prolificano e imperano imperterriti. A meno ché non fai rasatura totale. Pensierino: carino Veltroni che affermò, a chi gli chiese conto, di aver pagato il quartierino a Manhattan della creatura coi proventi del suo libricino, nemmeno ne avesse vendute due miliardi di copie - certo, da sindaco di Roma, le ha imposte alle biblioteche italiane e quello, un minimo gli avrà pur fruttato...

L'Italia è un Paese fortemente fondato sul clientelismo. E questo, che esisteva e non morirà poiché è entrato a far parte integrante del nostro sistema, è un dramma genetico. Ministeri, corporazioni, sindacati e sindacalisti carrieristi, portaborse e uscieri, assicurazioni e finanziarie, banche e Monti di Paschi senesi corrotti e corruttori, Parmalat e crack con tutti quelli che ci giravano dentro alla faccia degli imbecilli sprovveduti, holdings, supermercati e ipermercati, cooperative rosse e fondazioni di cui, solo il caro Fassino, - e sono ferma a svariati anni fa - ne possedeva ventisette su cui, ovviamente, come tutti gli altri, non paga tasse perché quello è l'intento del meccanismo fondativo -; reti televisive di stampo politico marcatamente di sinistra, a iosa e martellanti, e testate giornalistiche e foglietti che più ne stampano e più intascano - a proposito, saprai che L'Unità diretta dalla candida Conchita intasca più contributi editoriali di ogni altro quotidiano, indipendentemente dalle copie effettivamente vendute. Come tutti del resto. Basta stampare. Perché il profitto accomuna e la legge fu approvata. E la foresta amazzonica soffre ma... i soldoni scorrono e gli ecologisti tacciono e ingrassano. Saprai anche che la carta riciclata è un composto chimico altamente inquinante, per via dei micidiali collanti con cui viene riagglomerata ma, fa chic e fa soldi. Di certo non ignori che le fondazioni e le onlus sono macchine mangiasoldi e non hanno niente da invidiare alle comunità religiose, in quanto a tasse non pagabili.

Il Berlusconi e Putin. No cara. Il Berlusconi e l'approvvigionamento di risorse combustibili. Il resto è contorno. Non si sta al caldo senza pagare pegno. Con la differenza che il combustibile è per tutti, al contrario dei rubli convertiti in dollari che scorrevano a milioni, per finanziare il partito comunista e i suoi rappresentanti e non certo per dare pane ai morti di fame. E comunque, a chi giova un popolo che scalcia? A chi su quel popolo si appoggia per fare carriera e arricchirsi. Trovami un solo comunista attivista di quel partito che non abbia un bel conto in banca. E ti dirò, questo mi disgusta di più, poiché non c'è ipocrisia peggiore del sepolcro imbiancato.
Vorrei, per onor di equità, che per ogni singolo sospetto venisse messa sotto intercettazione persecutoria la classe politica intera e i magistrati stessi. Credi accetterebbero? Oh no, si appellerebbero al diritto di privacy, di libertà, di incostituzionalità di tale forma di spionaggio preventivo e invasivo... Nemmeno il test della cocaina vollero fare. Non costituzionale, privacy, diritti... Ma di ché? Uso e consumo di comodo di leggi e interpetrazioni con conseguente accettazione, altrettanto di comodo delle giustificazioni, sempre da parte degli organi... garanti.

Ciò non toglie che, salvognuno rimangano gli idealisti. Ma l'idealismo non ha colore, al contrario di quanto vollero far credere i partigiani nel momento della liberazione sì, ma anche delle atrocità commesse nel nome di vendette e brama di arricchimento. E se i giovani so' ragazzi, so' ragazzi indipendentemente dalla bandiera che portano in mano, e l'ideale va onorato. Da condannare, invece, sono i mezzi e l'eventuale perversione con cui poi, tale ideale marcisce e snatura.

L'Uomo e la Donna, come possiamo constatare, al di là di quanto c'è pur scritto nella Bibbia, sono fatti in modo strutturalmente diverso. Un significato ci deve pur essere. Essere Donna, combattere contro il potere sovrastante del maschio, derivatogli dall'antica necessità di partire in caccia di prede per sfamare famiglia e clan, non doveva significare snaturare i valori di base. Dove non c'è famiglia non c'è società fruttifica. Spiacente. Ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Quella che doveva essere una sacra battaglia per umanamente sacre rivendicazioni di riconoscimenti, è diventata, impostata male fin dall'inizio, carica di rabbia repressa e disgregativa, una guerra all'ultimo sangue. Bella, 'sta libertà in solitudine di affetti, libertà di sbattersi la porta dietro le spalle la sera, e di sdraiarsi in un letto vuoto di notte, senza la profonda soddisfazione interiore di aver speso un'altra giornata della nostra vita al fine di intessere quelle umane e prolifiche relazioni che costituiscono la base di una società civile vitale per l'oggi e il domani.

Bella libertà quella di scappare di casa al mattino presto e affannarsi in mezzo al frastuono per raggiungere una sede lavorativa a ricoprire un ruolo che altre centomila potrebbero essere lì al posto nostro, - ma tanto ci siamo liberate e a fine mese ci pagano anche lo stipendio e chissà quante belle cose poi ci facciamo! - dopo magari aver depositato - e meno male, che ancora si prendono quei cinque minuti per avere il tempo di affidarli piuttosto che lanciarli al volo, i frutti di quello che in fretta e per piacere avevano pensato di considerare amore. Senza dire del percorso a ritroso la sera, per trovarsi affrante e sfrante a crollare su un letto di spine con nient'altro addosso che la pelle e lo sfinimento esistenziale che poi spinge ad andare magari in cura ché la depressione se le mangia e il matrimonio si sfascia e lui non mi capisce e figurati che cazzo me ne frega a me di capire a lui e i figli, se per disgrazia sono venuti bè, anche quelli chissenefrega, io esisto e tengo i diritti.

E bella libertà quella di guardarsi un giorno intorno e contare, contare donne come fossero pecore che a forza di contare mi addormento, che ci stanno intorno e solo quelle ché gli uomini che tanto si sarebbe in fondo all'anima voluti, quelli se la sono squagliata con le cosiddette - scusa anche qui l'eufemismo - "fighe mosce" - che hanno capito che laddove non c'è via di mezzo, meglio quello che fingere di essere contente per quello che è rimasto tra le mani - e che per carità è bellissimo e consolante ma non è quella che l'armonia universale cerca. Il pasticcio si raddoppia e nessuno è contento. La mela non è intera nemmeno dopo tutte 'ste battaglie sfegatate.

Perché stelle e galassie e soli si reggono inalterati in sospensione, grazie all'equilibrio. Quello stesso che non c'è e che, pur cercato, non si è trovato poiché l'equilibrio è una situazione difficilissima da raggiungere. Ci vuole amore, quell'amore fatto di comprensione. Comprensione consapevole e chi più ne ha acquisita, più ne deve mettere, perché solo così si potranno raggiungere risultati di crescita da entrambe le parti, e coesione, piuttosto che disgregazione.

L'insegnamento più grande che il buon Buddha ha lasciato a germogliare è: se incontri il tuo maestro uccidilo. Ma questo non vuol dire crocifiggere l'oggetto esteriore, bensì crescere fino a riconoscere in sé la capacità di essere divino, indipendente e libero da ogni indottrinamento. Forse ci illudiamo di esserlo, di pensiero indipendente e magari un giorno lo saremo. Ciascuno a proprio modo segue la via verso quella forma suprema di libertà. Vitale, per me, rimanere aperta di pensiero e vigile contro condizionamenti subliminali che arrivano, di certo, da ogni lato. Ciò che ritengo mi contraddistingua da alcuni altri soggetti, è la intatta capacità di vedere oltre le apparenze, da qualunque parte esse mi vogliano essere propinate. E se un pensiero è giusto, ribadisco, per me non ha colore a priori.

Dimenticavo: il buon Pannella digiunatore e scioperatore indefesso, nel lontano 1997 compartì giorni di ricovero con Gastone, nella lussuosa clinica Quisisana, che a lui toccò per via di un'assicurazione che da anni pagava di tasca propria. Uscita di camera per una boccata d'aria, all'ora del tè, ora in cui l'onorevole riceveva prestigiose visite di partito, vidi sfilare un'infermiera in chicchere e piattini che spingeva un glorioso carrello carico di ogni ben di dio, servito con bei servizi d'argento e porcellana. A me, ovviamente, nemmeno acqua servita in un bicchiere di plastica. L'onorevole aveva una grande camera con splendida terrazza e si beava del lusso che la sua posizione, molto sfacciatamente, sotto gli occhi altrui di cui non gli fregava una grande minchia ché tanto lui al Parlamento ci stava, inabbatibile, da anni, gli consentiva. Esempio di uno per tutti.

Sembra una quisquilia, ma non lo era. Al contrario, dava, in un lampo che d'altronde non necessitava di essere percepito, la misura, nel piccolo, della grande mistificazione.

Vado a proseguire la giornata. amicalmente, laura

20.02
Scusami Laura, ma non ti seguo.

Io ti parlo di reati e non di semplice malcostume, nei confronti del quale questo paese ha purtroppo sviluppato una totale indifferenza.
Che Veltroni si sia comprato un loft a NY non è reato e non ne deve dare conto a nessuno. Per cui, se ha detto che l’ha comprato con i proventi del libro, potrebbe essere vero. Inoltre, visto che anche tu ed io abbiamo comprato una casa, penso che lui, sicuramente più benestante di noi, abbia potuto fare altrettanto. Con soldi suoi guadagnati onestamente.

Un mio amico ha scritto un libretto che non vale molto, qualcosa del tipo taccuino di ricordi. Lo puoi trovare nelle Biblioteche Comunali di Roma. Questo mio amico non ha né potere né agganci e non ha guadagnato un euro per il fatto che il suo libro si trovi nelle Biblioteche Comunali.
Ma forse ti riferivi alle librerie italiane. In questo caso credo sia interesse della casa editrice preoccuparsi che il libro abbia una buona distribuzione, o no?

Cicciolina fu eletta regolarmente. Elezione discutibile (provocazione da parte dei radicali) ma regolare.
Voglio dire, non ha ottenuto il seggio in cambio di prestazioni sessuali, come sembra il caso evidente di tante sciacquette piazzate in parlamento dal tuo presidente (e purtroppo anche il mio). Televisione o Parlamento, la moneta di scambio. Oltre ai soldi a fiumi, naturalmente. Bel sistema, no?

La tua tiritera sulle donne non l’ho capita. Posso dirti che mi sembra di percepitre una certa ingiustificata aggressività.
Alla FAO tu hai preferito la famiglia. Hai fatto una scelta, e chi può scegliere si trova in una posizione di privilegio. Ci sono donne che si sono dedicate esclusivamente alla famiglia perchè non hanno avuto alternative, mentre altre, come me, hanno scelto “di scappare di casa al mattino presto e affannarsi in mezzo al frastuono per raggiungere una sede lavorativa, ecc. ecc.”. Non vedo perchè la mia scelta debba essere condannabile e la tua no. Considero il mio legame matrimoniale positivo e sono molto contenta di come sia cresciuto mio figlio.
Quanto dici sulle lotte del movimento femminista è, come minimo, carico di pregiudizi. Avresti dovuto conoscere il movimento dal di dentro come è capitato a me negli anni della militanza. Molti errori, soprattutto nelle frange estremiste, ma carico di una grande forza, entusiasmo, creatività, vitalità. E’ stato una pietra miliare nella storia delle donne. Ancora molti gli obbiettivi da raggiungere, molti i ripensamenti. Ma le piazze italiane del 13 febbraio mi fanno sperare in un rinnovato impegno femminile.

Scusami se insisto a proposito della legge sul divorzio. Il piglio che tu abbribuisci a Craxi apparteneva di fatto a Loris Fortuna che presentò la legge insieme ad un altro del Partito Liberale. Loris Fortuna si spese moltissimo, ma la grande vera battaglia di sensibilizzazione fu fatta dai radicali e dopo, al momento del referendum, anche dal movimento femminista. Ma la legge è stata approvata (1970) e sopravvissuta al referendum solo per l’appoggio del PCI. Craxi era soltanto compagno di partito di Loris Fortuna, era stato eletto in parlamento da poco e comunque quando Fortuna aveva già proposto la legge e inoltre in quegli anni si occupava d’altro.

Il rapporto Berlusconi-Putin va ben oltre il normale rapporto di interessi tra governi (e tu che, come dici, sai vedere oltre dovresti aver visto). Grandi pacche sulle spalle (atteggiamento odioso) e le numerevoli visite private di Berlusconi nella dacia di Putin senza offrirne spiegazioni danno adito a più di un sospetto. Vedi mai Report su Rai3? O la consideri una trasmissione comunista?

Per il resto, tra carta riciclata, Onlus, Conchita De Gregorio, Parmalat, Fassino e le Coop, comunisti straricchi, reti televisive e giornali comunisti... Beh, scusami se comincio a sentirmi un po’ affaticata dai luoghi comuni....

Ancora un abbraccio.
Clara

P.S. Solo due mesi fa in una normalissima clinica oculistica, nella stanza accanto a quella di Tonino, era ricoverata Livia Turco, ex ministro e una delle politiche di maggior spessore del PD ed ex PCI. Donna gentilissima e garbata era arrivata in clinica in metro e senza scorta. Le monache parlavano di lei (comunista da demonizzare) con grande ammirazione. Ti suggerisce qualcosa?

25.02

Clarita,
ripesco ora la tua lettera e chiedo scusa ma, sono giorni de fuego. Non ho l'energia per discutere di certi argomenti che sono, fra i tanti che ci affliggono, importanti a un certo livello ma che rimangono discorsivi, su altri piani. Dunque, divago.
Crescendo ho maturato una grande stima per la figura femminile nella sua migliore accezione. Io adoro le donne. Ritengo che la donna esista e l'uomo arranchi, poiché donna vuol dire l'universo intero ma donna, principalmente, per come la vivo io, è colei che, avendo la capacità di dare forma alla creazione, la rispetta nella sua interezza. In questa ricerca di completezza, c'è la qualità superiore di saper ricercare uno sviluppo illuminato dal massimo equilibrio dei sistemi, yin-yang. Non c'è vittoria per la donna laddove non si è cercata integrazione con l'uomo. Rimane una figura monca, destinata a una forma di fondamentale isolamento. Clara, a che serve arrivare in cima alla montagna e trovarsi carica di falsi allori??? I figli si sbandano, la famiglia non ha capo né piedi, non c'è il senso dell'amore e del rispetto uno per l'altro, del sacrificio per l'unione del nucleo familiare che compone l'ossatura della società civile tutta. Un tempo era anche, fortemente, l'ipocrisia a cementare. Oggi siamo cresciuti e potremmo utilizzare la maggiore consapevolezza per creare unione, non per combatterci una con l'altro.
Le donne, spesso, sono cresciute spinte a manifestarsi più femmine che donne. Anzi, sfruttatrici di se stesse a beneficio non dell'uomo, ma di tutte le comodità che l'uomo avrebbe potuto fornire. Opportuniste e arriviste. Malate di una malattia perversa: avere e potere. Molte hanno perso la via dell'Essere.
E' diverso. Lo è per me. E sono anni e anni che intorno mi vedo crescere orde di femmine che attraverso la spinta del profitto, del desiderio vano e bramoso di apparire, di emulare quelle che già, prima di loro, - poche volte, siamo onesti, arrivate per meriti... - si sono letteralmente arrampicate in cima, fosse pure a mezza via di una salita, comunque illusoria, - grazie al corpo.
Sono anni e anni che in tutto quello che i detentori del quarto potere hanno spinto a prendere come valido e indispensabile - il VUOTO assoluto - conta la fica e a chi la dai. Queste mi fanno pena e le madri mi fanno schifo. Chi le sfrutta, pure quelli, mi possono fare schifo, ma meno delle prime.
Le une e gli altri sono stati condizionati da anni di svendita di sé. Partirono con le famigerate veline, sono arrivate all'isola dei famosi, al puttanaio de il grande fratello e altro, altro, altro coacervo di sottosviluppati che però, sono applauditi, seguiti, emulati. Dignità o voglia di sfondare una parete di carta velina pagando con il corpo? Sorridenti e sculettanti, mezze nude. Quante povere imbecilli pensarono e hanno insegnato a pensare che fosse quella la via della miglior vita, almeno quel tipo di vita-morte che le scervellate ritenevano fosse auspicabile? Tanti genitori, direi madri, in particolare, - con poca o nulla tema di essere smentita -, fecero salti mortali per farle entrare a far parte di un cast, non importava quanto si dovessero vendere. Importante era "arrivare". Arrivare dove? A marcire dentro. Oggi, quella generazione di madri inneggia alla dignità. Cos'è la dignità? Ci potremmo scrivere un'enciclopedia. Ieri le femministe già si vendicavano di antichi torti vendendo la dignità delle figlie. Oggi, fin da ragazzine, hanno spesso imparato a svendersi da sole. Le madri le hanno scavalcate da un pezzo. I padri... che potere hanno?
Ieri sera a Matrix, la Rita Anna Armeni, colta da sonno e stanchezza, parlando della manifestazione di Piazza del Popolo, si è lasciata sfuggire una frase molto indicativa, e ha parlato di movente politico. Sullo schermo, una modella a sedere nudo svettante dall'alto di un manifesto. Un altro manifesto diffuso per le strade d'Italia, con su un bel didietro jeans-ato con in tasca, ripiegato a ben mostrare il titolo del quotidiano l'Unità, si mostra in giro senza provocare indignazione alcuna e senza che qualche militante alzi il dito contro. Io, nel mio piccolo, ci vedo istigazione a sbattere la femmina per terra, a finire di spogliarla e a farsela alla spicciolata. Poi, ovviamente, si comprano anche l'abituccio e il quotidiano. E lo scopo dei veri sfruttatori è raggiunto.
Ma ci volessero fare il piacere. Imbastitrici di mistificazioni che troneggiano su quelle giovani che forse, cresciute con l'idea che sputtaneggiare in giro per soldi e visibilità sfrenata sia la normale via di vivere la vita, si lasciano manipolare e divengono la sostanza malata e istigatrice.
E allora? La giusta battaglia si combatte ormai poco anche dietro le porte di casa. Poche sono rimaste le roccheforti del valore di base di una società: a famigghia, appunto. Non come luogo di omertà, ma come focolare che accoglie intorno a sé i suoi membri, ascoltando, compartendo pensieri, gioie e preoccupazioni; sostenendo, incoraggiando a crescere nella consapevolezza dell'Essere.
Accanto a tutto ciò, al di là di tutto ciò, non soffro dell'insofferenza tipica di certe correnti di pensiero. Una persona è ciò che è in base alle esperienze che ha saputo vivere, assorbire, metabolizzare, espellendo ciò che non si confaceva all'organismo, alla mente e allo spirito. Penso che ciascuno abbia sì, il diritto di scegliere i propri percorsi. Non sopporto, come dicevo prima, le mistificazioni consapevoli. Per il resto, siamo tutti perfettibili.
Io, lo sai, ne ho vissute tante, di esperienze. Non mi ritengo un'ipocrita, né una bacchettona e sviluppo una forma di orticaria psico-fisica nei confronti di coloro che sono talmente condizionati da non riuscire a guardare oltre una soglia indotta.
Le generazioni che sono seguite a certe forme di esasperazioni, sono spaesate. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, purtroppo. Io sono tra quei cittadini che, pur avendo votato a favore del divorzio e dell'aborto, - perché ai tempi mancava la consapevolezza dei mezzi e delle condizioni che avrebbero potuto aiutare a non cadere in situazioni che avrebbero portato ad affrontare quelle dolorosissime prove -, oggi rivedrei quelle leggi.
Sono passati i tempi in cui rispondevo a donne ingioiellate che venivano a fare campagna contro, nelle sale di Palazzo Rospigliosi, che le donne delle campagne che vivevano ancora forti situazioni di disagio, fosse pure alle porte di Roma, ancora zappavano la terra, inconsapevoli di cosa volesse dire contraccezione! Oggi tutto questo non ha più senso. Non lo stesso di tempo addietro. Se ci fosse educazione a un vero senso della dignità e della responsabilità, non sarebbe più ammissibile, almeno nella massima parte dei casi, accettare scusanti. Scopare per scopare, si usa la contraccezione. Non si uccide, dopo, per lavarsi la pancia.
E il matrimonio... non va più di moda. Il matrimonio spaventa. Il matrimonio è un impegno. Il matrimonio è un lavoro. E chi si sposa si lascia poco dopo perché non hanno imparato che la vita si affronta. Tanto però, hanno vissuto la bella sceneggiata fatta di finzione. Finzione ancora più colpevole, oggi, con tutto quello di cui possiamo essere informati. E la via di fuga, la convivenza, altra sceneggiata. Rifiuto della responsabilità che affrontata fa di una femmina una donna e di un maschio un uomo. E di entrambi, dei cittadini.
Le vere battaglie a salvaguardia della dignità della persona, uomo o donna, andrebbero imbastite fin dalla scuola primaria. Educazione alla vita, al rispetto, all'amore, alla responsabilità di ciò che si fa, alla comprensione del senso di una vita che ti nasce dentro. Educazione alla contraccezione, alla sessualità sana, alla ricerca di unione all'interno della coppia. Eros senza Agape produce il niente. Ma Amore... quanto pochi possono toccare Amore con mano, dentro al proprio cuore...? E guarda che non intendo la Teresa di Calcutta. Anzi, anche lei, per me, era una che usava la mente delle masse.
Il movimento nato in seno alle cosiddette femministe, lievitato a un livello energetico inferiore, - deviato e fuorviato da un fuoco di frustrazione e di rabbia e angoscia e furia, - tutte condizioni macerate a causa di condizioni fortemente drammatiche e inaccettabili -, secondo le mie percezioni, invece di produrre benefici, ha creato un baratro. L'uomo è stato "scippato" all'improvviso di ogni prerogativa, arrogante e prevaricatore che l'avessimo forgiato. L'occidente ha affrontato il dramma con atteggiamenti estremisti - si sarebbe forse dovuto guardare anche a meccanismi più orientali...
Femminismo si deve coniugare con donna, con difesa dei valori fondamentali della società. Femminismo, splendida spinta suprema alla procreazione, si deve coniugare con Uomo, figura che dobbiamo aiutare a crescere, non emarginandolo, deridendolo, calpestandolo, infangandolo. L'Uomo è il frutto di una Donna che non ha ancora trovato la giusta via per creare la COPPIA. La Donna ha lo scettro in mano e una grande regina insegna e educa. Non uccide. I figli in provetta sono una ben povera COSA. Meglio concepire con un uomo che si ama e che ci ami e ci rispetti. Ci sono ruoli cosmici che danno senso a ciascuna creatura, nella veste in cui è stata concepita. Così penso io, nemmeno fossi Zarathustra. E proprio perché amo le Donne, ritengo che nostro sia il maggior ruolo, quello più impegnativo. Siamo noi, principalmente, a crescere i figli. Femmine, e maschi. Siamo noi che li educhiamo. Siamo noi che li distruggiamo.
Il Premier, in tutto ciò c'entra come i cavoli a merenda. Ma forse, se avessi l'energia di continuare, riuscirei a infilarcelo. Due parole: la percezione di reato è diversa, indotta ad arte, nel suo caso specifico. Sento dire che per il buon Vendola sono decadute le accuse formulate attraverso lo strumento delle intercettazioni. Laggiù si truffano i cittadini tutti, alla grande, e con effetti devastanti sull'economia della provincia intera. Il povero Silvio, assalito da ogni parte da autosfruttatrici del proprio sesso, si deve dimettere!!! Ma dai!
ciao carissima, mia sorella mi reclama! ti abbraccio.

 





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