giovedì 21 agosto 2014

PsG. Atto secondo.15 dicembre 2011, lettere aperta al vero Presidente del Consiglio.




Direttore carissimo,
chiedo fin da ora licenza per alcuni termini che  mi prenderò la libertà di usare. Ascolto un cantante che fu grande, giovane e ricco di speranze, un tempo, il suo tempo di crescere, e che ora, per l'occasione impersona il coglione di turno, fumato e intossicato dal proprio stile di vita sconsiderato che... guarda caso... lo ha portato allo sfascio... Alla radio canta parole al culmine del delirio, cantate in tempi come quelli que currunt. Di più, esercizio di illusionismo. Ma il coniglio da estrarre dal cappello... manco issu 'o tène! Canta: "... siamo liberi ahhahhahh...". Subisco fitte di irrorazione cerebrale e si offusca il lume degli occhi, a sentire baggianate qualunquiste edulcorate e sciorinate come fossero caramellette colorate ma sotto sotto contenenti sostanze tossiche! Voglio dire, liberi di cosa? Vero è che l'Uomo fu forse libero appena fino all'istante che precedette il suo rendersi materia e quello dell'emissione del primo respiro della sua propria volontà cosciente. Sempre qualcosa "altro" a spingerlo verso cammini a volte evolutivi, a volte peggiorativi dello status raggiunto. Ma lasciarsi prendere da un tal falso entusiasmo per fare cassa sull'onda di melodiette, è davvero demenziale, irrispettoso, dannoso! I giovani senza frontiere né prospettive calzanti ondeggiano e si sbracciano, cantano, oveggiano (magari "ovassero" come le galline; avrebbero almeno un uovo al dì da mangiare!). In coloro che lo ascoltano, magari già destrutturati per motivi esistenziali, "...siamo liberi..." diventa un "must" che si incide nelle loro menti scarrupate come quelle dei guaglioncelli a Napule. Qua si incita a credere di stare accomodati su un tappeto volante magari persiano! Siamo nella merda e quello canta siamo liberi! Fermateli, questi spacciatori di perniciosa droga parolistica e canora; parole e musica, dunque più penetrante. Messaggi subliminali che inducono a sognare. Con l'LSD, magari. La qual pratica è meno difficile che affrontare la vita di giorno e sognarla almeno un poco migliore, di notte. Analizziamo brevemente la situazione a fronte della quale si incita a sentirsi liberi: l'approvazione della micidiale manovra incalza. La Sinistra sbraiteggia urleggia e chissà... sotto sotto fa altro che con ..."eggia" fa giusta rima. Lo fa a beneficio dell'apparenza e alla faccia di coloro che ancora non hanno compreso la portata della mistificazione. Camusso e alcuni dei compari si salvano in qualche modo la barca a vela, sport sicuramente "di massa". Di massa, sì, di sfruttarori, che sono tanti! della classe lavoratrice intesa come quella parte più debole in quanto massificata e soprattutto in quanto avente concesso delega agli sfruttatori medesimi, dando loro il potere di mettere in ginocchio l'Italia, - la stessa che per altri versi ha dato pane e lavoro ai lavoratori stessi - con le politiche vessatorie più che garantiste, atte a difendere piattaforme plateali e fin troppo intese a creare stabilità e profitto maggiormente per la casta sindacale e le classi politiche ammanicate, mascherando le azioni sotto forma di proteste populiste! Con le stangate alle imprese, volutamente ignorando le conseguenze nefaste di tanta politica assassina, si è impoverita la classe operaia in primis, la quale, stolidamente, si è lasciata guidare "lasciandosi fare", come purtroppo fanno le pecore per altri versi -, oppressa anche da poteri corporativi atti a rendere occultamente obbligatoria l'iscrizione al sindacato di fabbrica/luogo di lavoro, pena quella forma di "mobbing" volta a bloccare gli stadi di avanzamento, a non coprire i contenziosi interni tra il meschino liberista e il vituperato "padrone"! Non sei iscritto, crepa! I "capoccia" negano e inneggiano all'articolo 18 che di fatto mette nelle mani dei sindacati la mannaia per decapitare quei lavoratori i quali, pur nel giusto diritto, non intendono legarsi al sindacato interno alla sede lavorativa, né figurare iscritti per ingrassarne le fittizie fila e accrescerne numero e potenza né, tantomeno, versare il "pizzo"!!! Quella banderuola di Casini lecca terra e quanto altro pur di assicurarsi un pertugio una fetta almeno una briciola di futuro potere - con chi, dove, per chi e per cosa??? - diceva siamo preoccupati per il futuro dei nostri figli! I nostri figli? Giù le mani, impostore, che ai figli tuoi e alle nove future generazioni che malauguratamente usciranno da quel seme ingordo, il futuro è bello che assicurato! Ecco perché qualcuno disse i figli pagheranno per le colpe dei padri! Qua ci sono in ballo generazioni intere e quello - uno per tutti, a dire il vero - dunque, quelli, continuano a riempirsi quelle bocche sozze con le menzogne più sfrontate ma se è vero che quello che è dato è reso... La Bindy, ha finalmente toccato l'apice del piacere dopo la caduta fallica di Berlusconi, e sorride. Il mondo s'è fatto rosa. Anche lei, come la Merkel sarà culona ma cari voi, ce l'ha duro comunque! Che cazzo c'avrà da sorridere come Santa Teresa in preda all'estasi che pudicamente si disse mistica...?! Bersani, che fino a poco tempo fa ostentava la leggera presa di un sigaro tra le tumide labbra, ora a stento si frena dal morderlo per inghiottirlo a pezzi, come fossero i componenti del suo gruppo partitico! Intanto, vista l'aria da passerella che tira tra il Monti e simpatizzanti, ha tirato giù le manicuzze populiste e si è rimesso la giacchetta. Vendola orecchineggia. E me pare giusto, tanto a lui, laggiù che gliene fotte. Soprattutto, chì, gliene può fottere! Stendiamo un velo pietoso su Milano anche se ai milanesi il Pisapia gli ci sta proprio bene, lui, i Rom, i Laz, i Neg, i Mar, gli Eg, i Tun insomma tutti, compresi gli interisti e gli juventini e i milanisti. Tutta 'na pastetta, va bèn! Basta che segnano! Di Pietro, con la stella fissa Vega, indicatore astrale del potere giuridico demagogico e sfrenato che gli illumina il tema oroscopico di nascita, si finge "mammola", sapete, quel timido, innocuo fiorellino che pure da fiore se guardato oppur non sia mai colto, arrossisce e sfiorisce pur di non essere annusato. Goduto l'orgasmo mistico in occasione della capitolazione del "demonio", anche lui.  Nel contempo, i poteri ancora più in cima alla cupola, tessono trame e ramazzano ricchezze e vorrei sapere, e qui l'epiteto si impone di nuovo, dove cazzo le porteranno per farsele fruttare alla faccia dei disgraziati depauperati! Forse per questo che anche la Luna finirà con l'essere resa abitabile?! Tanto il miserrimo mortale non avrà i mezzi per raggiungerla e allora, e vai! Ricchi, sfondati e isolati. Bè, quasi quasi glielo potrei augurare. Finirebbero per scannarsi tra di loro perché l'avidità è un virus che più lo nutri e più incancrenisce l'ospite. Povera Luna... Vorrei "sprecare" parole per i tanti sciacquatori che ingorgano le trasmissioni televisive con interviste, sorrisetti ammiccanti e parolette a mezza bocca, altri messaggi subliminali da convogliare a spettatori mezzi addormentati rintronati stanchi morti e dunque più ricettivi all'inseminazione artificale della mente, per quella poca parte che forse rimane sgombera dai tormentosi pensieri preoccupazioni angustie della quotidiana sopravvivenza. Quella del Popolo, ovvio. I meschini si sfaldano sul divano - se ancora non gliel'hanno pignorato -, come fossero scaglie di forfora impazzite, che quanti sanno cosa è buono per loro tentano giorno dopo giorno, lavaggio capillifero dopo lavaggio capillifero, di sterminare, eradicare, estirpare così magari crepano anche i bulbi capilliferi ma a quello c'è rimedio: euri cinquanta te compri la parrucchetta incoraggi il mercato del lavoro e tutto è risolto in gloria. E pensare che i meschini si illudevano di trascorrere una seratina in relax, non sapendo di essere cavie modello Giuditta, per indottrinamenti a oltranza. Credevano che i tempi della Siberia fossero morti e sepolti. Eh, no. Mille trucchi per mettere in atto le politiche del condizionamento mentale. Non servono più i soggiorni forzati a temperature mostruosamente sottozero. Ora abbiamo il sottovuoto. Quello spinto. Quello che ci racconta che Berlusconi è un porco, uno che ospita mignotte a tutto spiano e non si sa bene, però, se riesca a concluderci qualcosa visto che, salvognuno l'hanno pure operato alla prostata. Alla faccia della privacy. Ma che importa la vita di un singolo, tanto più gusto a distruggerlo quanto più in alto si credeva di essere salito. Non sanno che la ruota gira... Il male va estirpato.

Nessun commento:

Posta un commento