giovedì 21 agosto 2014

Riflessioni dopo lettura di Oriana Fallaci



Sto leggendo due libri di Oriana Fallaci, “La rabbia e l'orgoglio” e “La forza della ragione”... volevo scrivere, dovevo farlo, ed è venuto fuori una specie di proclam-ino

te lo passo, perché oggi, ancora e sempre, più che mai, incalzata dalla vita, so che sei l'unico che mi ha spiata dentro, e quella simbiosi mi manca da morire
"...e me, i comunisti sì che mi inquietano e chi li sostiene mi fa incazzare, perché penso che quanti sono in età da costruirsi una vita, siano turlupinati e chissà se ce la faranno a metter su una simiglianza di futuro, un futuro degno e rispettoso di quei valori che la rendono degna di essere vissuta, la vita. Un percorso che ai nostri giorni verdi e fertili si poteva intraprendere, si poteva sperare e ci si poteva, con la volontà e magari col sudore, arrivare
ma per mille ragioni - komunisti in capo alla fila, a braccetto con la cara santa romana chiesa e con le masse inselvatichite e fanatiche e fondamentaliste - per coloro che noi, belli tranquilli qui ad ammirare l'alba e il tramonto e a seminare e innaffiare e potare fiorellini - quando non sono terrificanti siepi con miliardi di foglie da spalare! - chiamiamo figli dei nostri figli, c'è il forte rischio che vadano a essere tempi non solo difficili, ma dolorosi e non sia mai, terribili, e non mi concedo il diritto di fingere di non vedere o quello, nel mio piccolo, di tacere
alzo la voce non per me o per mal di pancia personali, o per il gusto di fare polemica e parlareparlareparlare come fanno quelli che vanno fuori di senno. no no, io alzo la voce per quelli che amo, per i fiori che oggi mi godo, per la musica che ora possiamo ascoltare e cantare, per la libertà di continuare a farlo, per la libertà di camminare sola o in compagnia e scegliere di fare, dire, uscire, amare, viaggiare, pensare, scrivere, restare immobile se mi va
io guardo al mondo e lo desidero migliore per tutto questo e ancora e sempre, per il sangue del mio sangue che se dovesse soffrire farebbe soffrire me, ancora di più, pure dovessi trovarmi sulla nuvola più alta del cielo, in special modo se mi fossi girata dall'altra parte, in serafico ed egoistico silenzio
alzo la voce perché mi sento e sono parte integrante di un universo svilito, degradato, malato e truffaldino e che vorrei migliore perché la Terra ha fame e sete di verità e muore soffocata dalla mistificazione
alzo la voce perché sono colma di sentimenti di amore che non ammettono svicolamenti, perché sono sempre stata una che dice pane al pane e vino al vino e non mi nascondo dietro ai paraventi che in molti tirano su per comodità, comodità che è mancanza di coraggio, mancanza di fede in se stessi
sono una che ritiene giusto mostrare la faccia della medaglia in cui dice di credere, e non è mai stato e mai sarà, che da me qualcuno otterrà un sorriso non meritato
perché sono una che quando compra paga e paga anche quando non prende
e non mi vendo, e non mi nascondo dietro ogni prossimo angolo, gradino, persona, altrui esigenze, per non andare avanti
perché chi indugia sempre in attesa di un momento migliore mente. Mente, poiché sa che tutto ciò che all'uomo è dato stringere tra le mani è il qui e ora
come riflettevo sere fa, ebbene sì, ORA è tutto ciò che abbiamo tra le mani... come le torri gemelle che l'attimo dopo non c'erano più. e io, come tanti, non ci ero mai salita... e chi ci stava dentro, fin lassù lassù tanto alto che si sentiva invincibile e inattaccabile, non è più sceso ovvero, è scomparso in un lampo distruttivo
abbiamo un mondo dentro di noi, poiché tutto ciò che è dentro e in basso riflette ciò che è all'esterno e in alto, e quello indica, il dito indice sollevato e puntato verso l'alto delle rappresentazioni del Cristo e dei santi negli affreschi della Cappella Sistina e nel San Giovanni di Leonardo, e il mondo è una ricchezza, un dono supremo e meraviglioso e i gli ottusi non sono degni di calpestarne il suolo"

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