sabato 25 ottobre 2014

Commento inviato a Il Giornale per il Sud -18 luglio 2009

Non ho letto l'articolo di riferimento e a prima vista il pensiero finale che Lei esprime - quello che porta a 'cercare altrove' senza dover pagare il pegno di una colpa - suona bene. 

Il Sud esprime le proprie passioni con modalità diverse da quelle del Nord - questione di clima credo, come per ogni altra manifestazione o abitudine di vita su questa Terra - e stremato dalla calura, reagisce in maniera più acquiescente, reprimendo il vigore, per finire col lasciarlo esplodere poi, sotto vuoto spinto. Le reazioni sono viscerali più che nei climi freddi e umidi e da sempre la gente del Sud emigra, come spinta dalla forza dirompente di un vulcano perennemente sul filo dell'eruzione; emigra per necessità, vero, ma ogni necessità nasconde anche una forma di inadempienza e dunque, un'occhiata dentro, la gente che emigra da qualunque posto della Terra - e in questo caso si parla del nostro Sud - se la dovrebbe dare: il Sud è sempre meraviglioso ma anche sempre fratello negletto del Nord; sempre base di manovalanza, sempre bisognoso di aiuto, in apparenza più che il Nord.

 Il Sud ha subìto - in maniera irragionevole e mi verrebbe da aggiungere, come quei popoli che hanno accettato lo sterminio senza reagire -, amalgamandosi piuttosto che scrollando dalle proprie spalle il peso di invasioni - un po' fingendo che andasse bene così, perché un pezzo di pane magari a sera ci usciva - e a causa di questa abitudine a essere soggiogato, si è lasciato intrappolare affinché pochi restassero ricchi e padroni, elargendo in cambio un falso senso di paternalistica sicurezza.

Oggi il nostro Sud manifesta, i giovani prendono novella coscienza del potere dei mostruosi tentacoli della Piovra di bruciante memoria e non solo memoria. Il nostro Sud E' una Terra Meravigliosa, con quello che ancora oggi emerge a livello di enorme potenziale: un patrimonio di stravolgente bellezza e spessore. Piazza pulita nel Sud, per sperare di vedere quella gente diventare padrona della propria terra, col diritto di SCEGLIERE di partire, piuttosto che SUBIRE un distacco.

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