Egregi direttori,
a seguito dichiarazioni on.le
Severino, 12 maggio 2012
Riflessione terrigna: in senso lato,
parla giusto la 'ministressa' Severino. Ma dimentica i ricorsi storici: quando
manca il pane, il Popolo si ribella, purtroppo anche nei modi fuori controllo.
Ma portare il Popolo alla fame, muovendo pedine come un gioco di domino su
tavolini intarsiati e impreziositi e stando al caldo d'inverno e al fresco
d'estate, con la possibilità di ritirarsi, a sera, in splendide magioni in cui
l'atmosfera sarà probabilmente tanto ovattata da tenere ben fuori il
frastuono causato dal popolino che sbraita, - mamma mia quanto scassa, 'sto
popolino - è di per sé, azione incontrollata e dunque, tanto genera. Le leggi
andrebbero studiate e scritte come facevano gli scribi: seduti in mezzo a quello
stesso popolino che non sempre è più tanto analfabeta. Ma a lor signori gliene
cale punto e da un certo fatturato in giù, la gente non è più 'persona' e
allora 'sfragnamolo', il popolino, come dicono a Roma, che oltre che chiassoso
magari è sporco e diononvoglia, suda e puzza.
Cari - si fa per dire - illuminati che
ve lo raccontate da soli, di essere tali, fosse in mio potere, vi obbligherei a
scendere abbascio e a trascorrere obbligatoriamente in mezzo alla gente, in
mezzo al degrado, sui mezzi pubblici strapieni di tutto meno che di nostri
connazionali che sembra di stare su mondi lontanissimi che finché non riguadagni
il predellino e non scendi dici e cazzo ma dove sono finito e cazzo2 ma sono
l'unica a pagare il biglietto e il servizio? - e guarda se ci sta un posto a
sedere manco pe' la sventurata vecchietta! -, che qua tutti viaggiano,
possibilmente seduti anche a dieci anni, alla faccia nostra e pure i turisti che
ormai si sono imparati tanto i controllori non salgono più ché se ci provano li
prendono a pugni e te credo che l'azienda ATAC sta in crollo, ma
dall'amministrazione capitolina fanno i morti viventi e inneggiano a Roma
Capitale, capitale de ché, che fin sotto le mura vaticane ci sta una sporcizia
che nemmeno anticamente nei bassifondi di Napoli!!! - e poi, quando scendi dal
drammatico viaggio è peggio, perché gli Italiani sembrano quasi spariti anche
dai marciapiedi che a risuolare le scarpe costa caro e figurati comprarle che
qui, i soldi, chi di noi li guadagna, ne paga la metà è più in tasse mentre i
beatificati che se pure c'hanno un documento non si sa perché ma difficilmente
poi li rintracci... le pagano le tasse, loro, o non è che è un'impressione mia
che riescono pure a mandare i soldi a casa e vivere qui meglio di quanto ormai
stiamo vivendo noi e una spiegazione logica ci deve pur essere???
Veniteci, cari, in mezzo allo schifo,
non fingete, dall'alto delle vostre belle zone residenziali che i colori che
vedete siano quelli di una paradisiaca integrazione culturale: no no, quelli
sono i domestici che vi sgravano d'ogni fatica e che vi portano a spasso il cane
così poi la merda dell'animale la raccolgono loro al posto vostro. La pseudo
integrazione la sbattete sulle nostre spalle, fingendo di non vedere che la
stessa è una mistificazione e che ci state facendo mettere i piedi in testa da
tutte le parti e che tra pochi anni sarà un disastro perché agli Italiani fare
figli costa troppo caro - anzi, perfino la qualità dello sperma si riduce dallo stress - mentre non si sa perché, gli immigrati ne fanno come nel
sud Italia fino a un po' di anni fa. Per noi sarà pure lo stress, l'ansia da
sopravvivenza... ma com'è che questi immigrati non soffrono di questa sindrome?
Deduzione: stanno meno stressati di noi.
Qua i bisognosi d'integrazione siamo
noi, ormai. E pronostico che ce la negheranno, per via di sentimenti di astiosa
rivincita verso un Popolo che sono venuti a conquistare, inizialmente chiedendo
aiuto e protezione, attraverso lavoro nero stoltamente concesso, insediamento in
case di anziani spesso raggirati a fini economici, malavita che tanta ce n'era
già di nostra. E non tacciatemi di razzismo. Sono lucida e razionale. Amo la
Terra, amo la gente, sarei di natura socievole. Gli stranieri che ci vengono a
trovare mi stanno simpaticissimi anche perché certe somme le lasciano qui e
girano in Italia, invece di essere spedite all'estero, per la maggior parte, dai lavoratori che qui le guadagnano. Quelli cui
è stato permesso di invaderci indiscriminatamente, li comprendo, poiché
umanamente è logico che abbiano preso la palla al balzo, ma... tanto vorrei che
potessero conquistare il benessere in casa loro la qual cosa sarebbe stata la
più logica e benefica, fin dall'inizio.
La brama di sfruttamento che ha
incitato a far smuovere le masse e che ora ci si ritorce contro, ha innescato
meccanismi distruttivi. E risparmiatevi la solfa. Ho visto famiglie
intere dell'Est, dai nonni ai nipoti appena nati, sbarcare negli aeroporti. Ben
pasciuti e bagagliati. Vengono a inzepparsi in una stanza onde finire con
l'avere i requisiti per chiedere alloggi popolari... magari. E comunque, si
insediano, lavorano quasi tutti in nero, non pagano tasse e hanno di che risparmiare e fanno figli.
I nostri governanti si riempiono la
bocca di concetti stolti e demagogici: fandonie che sperano sempre, a oltranza,
di veder tradotte in voti, ergo: denaro, benessere, benefit. Per loro. Mxxxxa al
Popolo. Secondo loro. Ma il Popolo la comincia a vedere
diversamente.
Venite, cari. In mezzo alle immondizie
che fetano vi obbligherei a camminare, in mezzo al troppo che ormai è da un
pezzo che 'stroppia', come dicono, sempre a Roma; tutto questo, al minimo, per
almeno venti ore della vostra esistenza quotidiana, incatenati per la caviglia
uno all'altro, senza via di fuga... A chiamarla vita, dopo tre giorni, non vi
reggerebbe il cuore. E magari scoppia. E magari, rilasciato, qualcuno si
suicida, se la coscienza non sia mai gli si dovesse risvegliare.
D'altronde, sempre giocando a mosca
cieca a tavolino, parla ancora giusto, la Severino, quando afferma che pagare le
tasse è un dovere. Lo afferma dall'alto della posizione di chi può vantarsi di
pagare, ogni anno, milioni di euro all'erario. Lo dice con orgoglio e mi sembra
doveroso, visto che nemmeno Picone si sognava di bramare di guadagnare così
tanto, per campare onesto. E tutti gli altri, ma chi si credono di essere
e quanto, di valere, per sperperarsi addosso tutte quelle ricchezze depredando e
affamando masse cittadini, spolpandoli per cercare la via per ripianare il
debito. Ma chi l'ha prodotto il debito, io?!
Aggiungo che per metter su quanto
raccoglie la Severino, ci vogliono centinaia, forse migliaia di piccoli
lavoratori autonomi che per tirare avanti non sanno più cosa sia vivere una vita
appena appena normale, artigiani che si spaccano la schiena, piccoli
imprenditori che si sobbarcano di rischi per portare avanti imprese messe su
sempre per passione e con fatica, nell'ottica di creare occupazione e benessere
per sé, per la famiglia e per quella dei dipendenti.
Centinaia sì, di oscuri cittadini che
la notte finiscono col non dormire dall'ansia che li spacca, per mettere insieme
un miliardesimo di quello che la ministressa Severino guadagna nell'arco di
dodici mesi della sua vita dedicata - sospetto di potermi sentire legittimata a
dire - non certo alla difesa dei diritti di poveri malcapitati. Non si fanno i
soldi con i malcapitati. Ben altri, possono pagarsi fior di processi sperando e confidando a volte con miracolitica certezza, in
sentenza assolutoria o quantomeno non capestro. E dunque, abbiate almeno la
decenza di tacere, tecnici del pifferlich. Buona pure io, ma mi farei schifo da
sola.
Gli oscuri cittadini non sono ricchi;
se lo Stato li tutela e permette loro di vivere, sono generalmente onesti e
volentieri pagano, aspettando di vedere il giusto riscontro in servizi e doveri
ottemperati da quelle stesse istituzioni che ormai troppo spesso sono le
Crudelie Demon, le matrigne del Popolo che si riempiono le bocche con i dogmi
del dovere, calpestando ogni sacro diritto altrui. Stanno comodi, loro. Ma anche
le poltrone finiscono col subire l'attacco delle tarme. E dei tarli. E alla fine
crolleranno. Spero. Perché parlare su basi teoriche dall'alto di uno sfrenato
benessere personale, non porta da alcuna parte. La teoria pretestuosa, nel
disastro che la POLITICA tutta ha prodotto e che ora si vuole ottusamente
scaricare sulle nostre spalle, fa incazzare, signori. Fa incazzare, anche le
formiche. E quelle, si sa, sono mooolto prolifiche e possono diventare famelicamente feroci.
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