sabato 25 ottobre 2014

Lettera a Silvio Berlusconi, 25 gennaio 2013

Carissimo,

sono una Sua convinta sostenitrice, tanto da considerare di votarLa nuovamente alle prossime elezioni. Ciònonostante, sento l'esigenza di esprimerLe delle remore, come segue:

ritengo a dir poco scandalosa la ricandidatura della Renata Polverini (ometto l' "onorevole" poiché non l'ho mai considerata tale e quanto è venuto alla luce alla Regione mi ha confermata nella mie impressioni.
Finché non è "uscito" lo scandalo ha taciuto. Connivente, quanto minimo; responsabile, che ha percepito stipendio ed emolumenti pari al peso della carica ricoperta e dunque era suo dovere pagare per prima e uscire definitivamente dalla scena politica.
Concussa, possibilmente. Se non in via diretta, come sempre in tali vergognosi casi, mi conceda non soltanto sospettare ma credere che si ottengano benefici collaterali e si semini magari un terreno per eventuali, futuri appoggi.
La candidatura della stessa temo, farà riflettere molti probabili elettori qual io stessa sarei, sulla vera sostanza del cambiamento in opera all'interno del PDL, mio partito di riferimento.

In quanto al tanto sbandierato debito pubblico e fantasiose opzioni da mettere in atto al fine di tamponare, se non risolvere, il dramma in cui lo sperpero della spesa pubblica attuata con i fondi versati nelle "fauci" dello Stato, avrei da proporre "la ricetta della nonna":

politici, parenti e affini che di certo hanno goduto di una vita agiata grazie alla parentela/vicinanza con lo stesso, restituiscano ogni centesimo di maltolto, compresi i fondi che hanno contribuito, personalmente o per colpevole silenzio, a stornare da servizi di pubblica utilità. In questo computo metterei anche l'eccesso di compensi parlamentari e ogni fringe benefit incassato/goduto grazie alla posizione occupata, spesso senza costrutto. Faccio notare, tra l'altro, che l'aula del Parlamento è spesso scandalosamente vuota e i pochi che presiedono, figurano essere impegnati in fatti "altri".

Ne avrei per molti argomenti e metto avanti quello dello sfascio della Sanità. Per esperienza personale e familiare, nel corso dei decenni trascorsi, ho visto il Servizio Pubblico, sostenuto con le tasse dei cittadini che le pagano fin dal primo respiro emesso nel ventre materno, ritrarsi sempre più dallo stesso, a spudorato favore di masse di immigrati che quasi mai versavano tasse onde avere il diritto legale di usufruirne. Allo stato attuale, gli Italiani sono sempre più spinti a fare riferimento a strutture private poiché quelle pubbliche sono letteralmente invase dagli immigrati i quali hanno da tempo scoperto che venire a fare controlli o cure in Italia è assolutamente vantaggioso. Per loro.
Anche se pagassero le tasse, ormai, siamo al troppo pieno e secondo il principio dell'impenetrabilità dei corpi, l'Italia sta per esplodere per un eccesso demografico che non è vero che porti risorse al Paese bensì, spesso lo impoverisce, stante il fatto che per la massima parte, tali persone inviano nella propria patria di origine quanto più possibile - merci e derrate -, effettuando spesso un mercato nero delle stesse.
In quanto al "money transfer"... sfido chiunque a dimostrare che i loro guadagni restino in Italia. Hanno maggiori benefici a investire fuori e lo fanno, alla grande. Sì all'immigrazione controllata, no all'invasione.

Per l'argomento "istruzione" ed eventuali altri, invierò una lettera a parte.

Ci ascolti, carissimo Silvio, poiché siamo la Voce del Popolo. Si disfi della vera zavorra e vinca Lei per NOI.

Con affetto e stima,

Laura Onofri

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