sabato 25 ottobre 2014

Lettera a Silvio Berlusconi - 6 luglio 2011

Caro direttore,
monta la rabbia e tra poco lo sconforto sarà tale che finiremo, noi, anarchici e i comunisti padroni del campo! La dimostrazione c'è stata alle elezioni amministrative. La classe politica si smarca, finge e in realtà, come sempre, elude e mantiene lo status quo. Per se stessa e per i cittadini. Cari signorini, non sono più tempi. La Francia è vicina e l'esempio dei francesi, antichi e moderni, ci sbatte in faccia la nostra inanità. Siamo diventati un popolo al minuscolo, dunque? L'unica manifestazione cui ho partecipato in vita mia fu quella del 2002 quando Silvio Berlusconi chiamò in piazza. Oggi l'uomo mi fa tristezza poiché aveva certamente un sogno, - il nostro -, e l'infame sinistra e la pochezza dei troppi parlamentari hanno pervicacemente lavorato per ucciderlo. Non possiamo restare a guardare, ne va non solo del futuro di codesta generazione ma di quelle future. I farfugliamenti revanscisti del comunismo costituiscono un pericolo costante e il Governo non riesce a muoversi nelle molteplici direzioni giuste. Non può sempre essere il Popolo a piegare la testa e tirare a campare. Infarcire le pagine dei giornaluncoli del gossip con fotastre e articolastri su quanto se la sbafano i personaggi che si ingrassano con il sudore della nostra fronte, dovrebbe fare schifo. Invece, purtroppo, tale carta straccia va alla grande. Mi dissocio da quella parte sub-umana e auspico una rivolta delle menti più sensibili e un sano, doveroso repulisti. Non ci venissero a parlare di tasse, di sacrifici, di tirare la cinghia per il bene comune, non ci venissero a dire che a noi, da questa parte della barricata, ci è rimasta solo la me....a. Ne mangiassero loro, finalmente. Una vita nel lusso, nella maestosità dei palazzi istituzionali, nelle splendide case e magioni che alla faccia nostra riescono a conquistarsi, uno sbracarsi sfacciato e arrogante sulle più belle coste del mondo, un viaggiare su aerei privati, essere serviti e riveriti come fossero discendenti di alto lignaggio, di sangue reale. Invece sono una banda di "signor nessuno", arrampicatori sociali e raramente vocazionisti. Comunque, sfruttatori. La Legge è sempre stata iniqua e mai colpisce laddove dovrebbe, nei casi di fraudolenza. Quattro chiacchere, pene irrisorie, cadute nei dimenticatoi, silenzi stampa sui veri colpevoli delle disfatte sociali e clamore stampa sulle cavolate che, se fossimo un Popolo maturo, dovremmo rispedire ai mittenti. Mistificazioni e indottrinamenti, tutti volti a creare canali di scorrimento di denaro altrimenti considerato "sporco", posti di occupazione privilegiati, poltrone comode e stratificate di collante che, una volta aderito al deretano, lì rimangono aggrippate. Il Popolo che io stimo sta per mostrare i denti da lupo. Un lupo che li digrigna perché gli stanno portando via il boccone. Carissimo Silvio, seppure siamo alla frutta, non mollare prima di aver tentato fino allo spasimo di tagliare quello che in cuor tuo sai che va tagliato. 

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