Egregi,
riterrei doveroso da parte vostra sviscerare con maggiore
onestà e intento informativo nei confronti dei cittadini italiani, il punto
numero uno che l'on.le Bersani, appoggiatissimo dal presidente
Napolitano, intende sottoporre al vaglio del Parlamento, se e quando il PD,
coalizioni annesse, dovesse ottenere la maggioranza alle prossime
elezioni.
Salvo restando che alla fascia di migrazione sostenibile e che
ha inteso integrarsi rendendosi identificabile, imparando la nostra lingua,
occupando in maniera dignitosa spazi abitativi e non stringendosi negli stessi
in numero volutamente insostenibile - (vedo in giro che l'Unione Inquilini
pubblicizza l'uscita del bando per l'assegnazione delle case popolari per cui
gli indigeni versano anche il sangue sotto forma di balzelli, fin dall'attimo in
cui respirano nel ventre materno ) -, pagando le tasse quanto le paghiamo noi,
anche i nostri connazionali più miserandi, delinquendo entro limiti accettabili
e che rientrano statisticamente nella nostra "norma" e così via, - fermo
restando, appunto - che le stesse sono ben accolte, per il resto, sento una
sorta di grancassa che batte il ritmo, ad un sospetto unisono, dal pulpito della
Chiesa, della Sinistra e del Partito Radicale e affini.
Costoro tendono a mettere a presto frutto le disposizioni
attraverso cui sono riusciti a ottenere l'approvazione di permessi atti a
facilitare l'inserimento ben oltre la sbandierata integrazione, ovvero:
immigrazione porta voti e una quantità incalcolabile di flusso di denaro nelle
casse e nelle sacche di potere di chi si accaparra la fetta di quella torta.
Ancora una volta interrogo: ma a chi vogliono prendere in
giro?
Su Rai 1 di questa mattina, un bel servizio su quante cose
belle fanno gli immigrati in Italia e come fulgido esempio si intervista un
cittadino siriano che, venuto un buon numero di anni addietro in Italia per
studiare (magari gratuitamente, come tutti gli stranieri che autocertificano di
non essere parenti di persone notoriamente benestanti, in patria...), appena
laureato, ohibò, trova impiego presso un'azienda di produzione di
elettrodomestici. La stessa passa da un già notevole fatturato a uno di euro
16.000.000.000 miliardi. Caspita! E, ci informano, in Italia ci sono circa
250.000 imprenditori stranieri di successo, dunque, perché guardare soltanto
agli immigrati "poveri" - che comunque, di frequente stanno meglio di tanti
locali poiché non pagano un soldo di tasse e se lo fanno, in compenso, hanno la
possibilità di detrarre dalla dichiarazione dei redditi questo piccolo mondo e
quell'altro (ndr), tra l'altro capitalizzando in patria quanto guadagnato in
suolo italiano - il che corrisponde a una forma di impoverimento per l'economia
italiana e anche, perché no, a un rialzo dei prezzi in quanto molti cittadini
dell'Est, ad esempio, fanno rinomatamente traffico di merci (eufemismo per
mercato nero) con il proprio Paese di origine.
Bè, carini, quella non è immigrazione come ce la scaricano
sulle spalle quotidianamente da ogni angolo delle nostre città. Quella è
immigrazione d'elite, quella è una lucrosa forma di import-export.
Saranno di certo affini a messer Monti e Co., ma dimostratemi che sono realmente
un asset per l'Italia.
Inoltre, pretenderei ci venisse chiarito a chi appartengono
veramente le aziende in cui operano i suddetti; quali e quanti aiuti da parte
dello Stato italiano hanno ricevuto e ricevono; sono multinazionali? E i
profitti, sono reinvestiti sul nostro territorio oppure...?
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padroni comandano. Assumetevi per davvero le vostre gravissime responsabilità e
limitate il berciare sull'aria fritta.
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