sabato 25 ottobre 2014

S-migrazione

Egregi,
 
riterrei doveroso  da parte vostra sviscerare con maggiore onestà e intento informativo nei confronti dei cittadini italiani, il punto numero uno che l'on.le Bersani, appoggiatissimo dal presidente Napolitano, intende sottoporre al vaglio del Parlamento, se e quando il PD, coalizioni annesse, dovesse ottenere la maggioranza alle prossime elezioni.
 
Salvo restando che alla fascia di migrazione sostenibile e che ha inteso integrarsi rendendosi identificabile, imparando la nostra lingua, occupando in maniera dignitosa spazi abitativi e non stringendosi negli stessi in numero volutamente insostenibile - (vedo in giro che l'Unione Inquilini pubblicizza l'uscita del bando per l'assegnazione delle case popolari per cui gli indigeni versano anche il sangue sotto forma di balzelli, fin dall'attimo in cui respirano nel ventre materno ) -, pagando le tasse quanto le paghiamo noi, anche i nostri connazionali più miserandi, delinquendo entro limiti accettabili e che rientrano statisticamente nella nostra "norma" e così via, - fermo restando, appunto - che le stesse sono ben accolte, per il resto, sento una sorta di grancassa che batte il ritmo, ad un sospetto unisono, dal pulpito della Chiesa, della Sinistra e del Partito Radicale e affini.
 
Costoro tendono a mettere a presto frutto le disposizioni attraverso cui sono riusciti a ottenere l'approvazione di permessi atti a facilitare l'inserimento ben oltre la sbandierata integrazione, ovvero: immigrazione porta voti e una quantità incalcolabile di flusso di denaro nelle casse e nelle sacche di potere di chi si accaparra la fetta di quella torta. Ancora una volta interrogo: ma a chi vogliono prendere in giro?
 
Su Rai 1 di questa mattina, un bel servizio su quante cose belle fanno gli immigrati in Italia e come fulgido esempio si intervista un cittadino siriano che, venuto un buon numero di anni addietro in Italia per studiare (magari gratuitamente, come tutti gli stranieri che autocertificano di non essere parenti di persone notoriamente benestanti, in patria...), appena laureato, ohibò, trova impiego presso un'azienda di produzione di elettrodomestici. La stessa passa da un già notevole fatturato a uno di euro 16.000.000.000 miliardi. Caspita! E, ci informano, in Italia ci sono circa 250.000 imprenditori stranieri di successo, dunque, perché guardare soltanto agli immigrati "poveri" - che comunque, di frequente stanno meglio di tanti locali poiché non pagano un soldo di tasse e se lo fanno, in compenso, hanno la possibilità di detrarre dalla dichiarazione dei redditi questo piccolo mondo e quell'altro (ndr), tra l'altro capitalizzando in patria quanto guadagnato in suolo italiano - il che corrisponde a una forma di impoverimento per l'economia italiana e anche, perché no, a un rialzo dei prezzi in quanto molti cittadini dell'Est, ad esempio, fanno rinomatamente traffico di merci (eufemismo per mercato nero) con il proprio Paese di origine.
 
Bè, carini, quella non è immigrazione come ce la scaricano sulle spalle quotidianamente da ogni angolo delle nostre città. Quella è immigrazione d'elite, quella è una lucrosa forma di import-export. Saranno di certo affini a messer Monti e Co., ma dimostratemi che sono realmente un asset per l'Italia.
 
Inoltre, pretenderei ci venisse chiarito a chi appartengono veramente le aziende in cui operano i suddetti; quali e quanti aiuti da parte dello Stato italiano hanno ricevuto e ricevono; sono multinazionali? E i profitti, sono reinvestiti sul nostro territorio oppure...?
 
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